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Report della commissione Finanze del 28 novembre

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SAN MARINO - Via libera dalla Commissione consiliare alle Deliberazioni 1) sulla partecipazione al capitale sociale di Igrc S.

p.a. da parte delle banche sammarinesi e anche 2) alla garanzia dello Stato all’operazione di cartolarizzazione del sistema finanziario. Con la votazione positiva da parte dei commissari di maggioranza e i ‘no’ dell’opposizione (11 voti a favore e 9 contrari) sono state dunque approvate le Deliberazioni con cui la Commissione Finanze esprime parere favorevole sulle proposte emerse nel corso dell’audizione delle scorse settimane con i rappresentati di Abs. La votazione arriva a conclusione di una seduta molto partecipata in cui sono emersi i dubbi, espressi anche a livello bipartisan, sulla modalità con cui si è proceduto all’operazione e in cui non sono mancate proposte condivise dai commissari su come garantire il più possibile lo Stato a seguito dell’ok dell’impegno preso, inserite poi nel testo della deliberazione. In dettaglio, con il primo testo approvato, la Commissione “esprime parere favorevole alla partecipazione al capitale sociale dell’Istituto per la Gestione e il Recupero crediti, Igrc, da parte delle banche sammarinesi, mediante aumento di capitale, conseguentemente l’Igrc risulterà così partecipata: EccMa camera il 40,32 % del capitale sociale. Bac al 14,67%, Bs al 31,76%, Carisp al 11,43%, Bsi al 1,82%”. Come spiega in apertura di seduta lo stesso Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, il capitale dell’Igrc aumenta da 148 mila euro a 248 mila euro e non sarà più al 100% in capo alla Ecc.ma Camera, ma la partecipazione pubblica scende al 40.32%. o La seconda Deliberazione è quella su cui si concentra di più il dibattito: con essa la Commissione consiliare Finanze “esprime parere favorevole al rilascio della garanzia di cui all’articolo 21 della legge 157/2021, a favore della società Veicolo di Sistema Srl per il puntuale pagamento delle cedole e l’integrale rimborso a scadenza unicamente delle c.d. ‘ABS senior’”. Non solo, i commissari aggiungono delle puntualizzazioni al testo, ovvero: la Commissione “Precisa che attesa la deliberazione del Coordinamento della Vigilanza della Banca Centrale in merito al programma dell’operazione il presente parere non costituisce giudizio di adeguatezza dell’importo massimale della garanzia né delle condizioni di mercato da applicarsi”e, “considerata la complessità dell’operazione, il numero e l’importanza dei soggetti coinvolti, la rilevanza della garanzia offerta dalla Stato e la durata che richiederà il completarsi dell’operazione stessa”, la Commissione “Raccomanda al congresso di Stato di individuare un organismo dello Stato che possa monitorare sotto l’aspetto legale e contabile tutta l’operazione nonché supportare la Commissione nella valutazione della informativa semestrale che per legge dovrà ricevere” Nel dibattito, Alessandro Rossi, Gruppo misto, punta il dito contro le modalità e l’atteggiamento del governo rispetto questa operazione: “Procediamo sempre sull’emergenza, dobbiamo emettere il 4 dicembre e la commissione è convocata il 15 novembre, tutto questo non rende la Commissione il luogo politico capace di prendere decisioni corrette, oggi prenderemo una decisione politica di sostegno al governo e ‘fine’, una decisione non consapevole pienamente e a presa scapito dei cittadini”. Anche Nicola Renzi, Rf, boccia il metodo: “Il primo problema qui è la fretta, secondo, oggi la Commissione si sta accingendo ad abdicare il suo ruolo- sarà una questione che riguarderà il congresso di Stato e semmai la maggioranza che lo voterà- poi tutto questo fatto avviene senza che ci sia un parere tecnico terzo che possa aver risposto tempo per tempo ai dubbi della politica”. Per Matteo Ciacci, Libera, alla luce della garanzia dello Stato “è indispensabile non solo che la politica si esprima e ci siano processi di trasparenza adeguati , ma soprattutto che la cartolarizzazione non sia fatta solo per agevolare interessi di qualcuno, ma per interessi di tutti e del paese”. Libera, riassume Ciacci, punta poi a due obiettivi: “Ridurre l’esposizione dello Stato il più possibile e che l’operazione sia veramente di sistema”. In questo senso invita a riflettere su una possibile funzione sociale del progetto di cartolarizzazione: “Sui 700 mln di Npl lordi- spiega- 210 mln sono immobili, di questi la metà è in territorio e metà no, e buona parte è residenziale: su questa mole di immobili dobbiamo iniziare a fare riflessioni serie e fare ripartire l’immobiliare”. Di qui la proposta di introdurre una prelazione di acquisto “per giovani e per aziende presenti in territorio da almeno 10 anni”. Entra più nei dettagli Emanuele Santi, Rete, spiegando nei numeri il progetto: “La Garanzia per lo Stato ammonta a 90 mln di euro totali (garanzia massima di 75 mln, più 15 mln di costi), il recupero degli Npl è stimato in 140 mln, mentre i costi complessivi previsti dell’operazione superano i 30 mln di euro”. “Abbiamo riscontri da tutti gli organismi internazionali che il problema Npl è una delle criticità più grandi del nostro sistema e una risoluzione con l’operazione di cartolarizzazione può migliorare tutti i dati di sistema”, queste le motivazioni per cui Rete ha sempre sostenuto, spiega Santi, l’intervento. Con la garanzia, “diamo benzina per partire, ma facciamo di tutto perché non sia escussa”, puntualizza. Quindi il monito: “Chi voterà il provvedimento si prenderà totalmente una responsabilità di cui non ha competenze tecniche” e proprio per questo “la commissione dovrebbe avvalersi di una parte tecnica terza”. “Lo dico per voi, commissari di maggioranza- manda infine a dire Santi- io oggi, se fossi stato nella vostra posizione, è gestita in questo modo l’operazione non l’avrei voluta”. Quindi dalla maggioranza, Stefano Giulianelli, Pdcs, chiarisce come la decisione sul rilascio della garanzia dello Stato a favore del Veicolo di sistema “rappresenta la soluzione che la maggioranza in primis ha trovato per risolvere problema dei crediti deteriorati interno al nostro sistema bancario”. Lo stesso Giulianelli non tralascia le proprie perplessità: “Sinceramente anche io sono stato un po’ amareggiato quando mi sono trovato il regolamento attuativo che ha posticipato l’approvazione del programma di cartolarizzazione da parte del coordinamento di vigilanza di Bcsm nell’ambito questa Commissione”. Il problema sollevato da tutti i consiglieri è “la mancanza di una sorta di certificazione tecnica di questa operazione”, chiarisce. “La commissione deve arrogarsi una competenza tecnica che non gli compete e rilasciare un parere su una garanzia per milioni e milioni di euro senza avere un parere tecnico sull’adeguatezza sull’entità dell’ammontare e sulle condizioni di mercato”, sottolinea Giulianelli..Ciò non significa che non possa essere emesso il parere, puntualizza, ma “serve un organismo dello Stato che monitori sotto il profilo tecnico e legale tutta l’operazione- prosegue – e sia di supporto tecnico alle sedute della Commissione finanze che, come dice la legge, ha l’obbligo di ricevere semestralmente un rendiconto dell’operazione di cartolarizzazione da parte del Veicolo”. Matteo Rossi, Npr rileva come “la necessità di chiudere percorso sia richiesta da tutto il sistema” perché “sono le banche i principali soggetti che soffrono di questa patologia che si chiama Npl ma indirettamente ne soffrono anche cittadini e aziende”. “Tutti quanti vediamo quanto siano volubili e insicure le questioni finanziarie e i mercati- va avanti- per cui probabilmente non possiamo avere padronanza di tutto, ma possiamo avere l’acutezza di pensare a forme che ci diano tranquillità, quindi vengo dietro alla proposta del consigliere Giulianelli, quando parla di organismi tecnici, perché deve esserci qualcuno che supporta la politica dove serve competenza e continuità”. L’operazione infine è “un primo passo di una transizione- conclude- che porterà il nostro sistema finanziario, speriamo nel giro di breve, ad essere un sistema competitivo”. “Ho condiviso molte delle critiche fatte sul metodo- conferma anche Michela Pelliccioni, Dml- la difficoltà in cui si è trovata la Commissione rispetto alle valutazioni da effettuare, sulla base della documentazione presentata, è assolutamente condivisibile, il ritrovarsi a un crocevia non è facile se non c’è tempo di poter valutare compiutamente i dati”. Ma Pelliccioni riconosce come la commissione non possa prescindere dal portare a compimento l’operazione, pensando agli effetti negativi che ciò potrebbe determinare sull’intero sistema bancario. Infine, “è prioritario- aggiunge- uscire di qui e determinare un sistema di monitoraggio sull’attività di recupero su quei titoli”. Quindi Rossano Fabbri, Npr, ritiene fondamentale l’operazione sugli Npl per il sistema bancario: in modo che le banche sammarinesi giungano “agli stessi indici voluti anche dall’appartenenza al Mercato unico, siano competitivi e si possano aprire a un ventaglio di opportunità non avuto fino ad oggi”. Rispetto ai rischi di escussione della garanzia da 90 mln di euro è ottimista, tenendo in considerazione i 210 mln di euro di immobili inclusi negli Npl. Di qui l’invito ai commissari, tutti, di “non ricercare una via di uscita”. Roberto Ciavatta, Rete, solleva dubbi sulle cifre avanzate dalla controparte: “Come fa la commissione a stabilire quant’è la garanzia congrua?”. A fronte della garanzia dello Stato, “se tutto va male, non si recupero neanche un centesimo e lo Stato ci rimette 90 mln, d’altra parte, se tutto va bene, lo Stato non ha nessun vantaggio diretto”. Viceversa, “le controparti hanno interesse diretto nella gestione dell’operazione- fa notare- lo Stato sarebbe stato più garantito se avesse deciso di assumere per conto proprio qualcuno che dicesse che sono effettivamente 140 i mln da recuperare”. Eva Guidi, Libera, anticipa la presentazione di Odg che “invitano il governo a intervenire per cercare di mitigare il rischio e per creare ulteriori opportunità”. “Il vulnus su cui tutti quanti poniamo l’accento- spiega- è proprio la questione della vendita di immobili sottostanti i crediti”, rispetto i quali Guidi pone un interrogativo: “Come mai, nel giro di tanto tempo, nonostante gli interventi del legislatore per rendere le procedure più efficaci, rimangono ancora tanti immobili che non si è riusciti a vendere?”. E ancora “Segretario, abbiamo la garanzia che, alla fine, se la cosa va male- prosegue- dovendo andare verso l’esborso di escussione, che quanto meno gli immobili possano restare in capo allo Stato?”. Per Andrea Zafferani, Rf. “per come è stata gestita, l’operazione è diventata invotabile, eppure era una scelta che ritenevamo necessaria”. Rispetto la decisione di oggi “non c’è altro se non la campana dei promotori del progetto- lamenta- è un grande vulnus e rende difficile qualsiasi scelta, la commissione diventerebbe ratificatore di pareri e valutazioni fatte dai diretti interessati”. Infine, Giovanni Maria Zonzini, Rete, rileva come a monte l’operazione è stata sostenuta dall’intera Aula, “per liberare i bilanci le banche dalla zavorra dei crediti Npl, ma- osserva- è stata gestita in modo superficiale”. Manca infatti “l’elemento rilevante che è il parere di Banca centrale”, puntualizza- noi dovremo deliberare dopo che Bcsm dà parere positivo all’operazione”, e non accettare lo “scaricabarile”. La replica di Marco Gatti, Sds Finanze, agli interventi dei commissari, fa notare che siano proprio le banche ad avere l’interesse che “l’operazione porti il massimo”. Perché “Se le banche non incassano almeno 210 mln al netto dei costi, registrano perdite”. Il Segretario invita a ripensare a quanto sostenuto, anche rispetto al fatto che Banca centrale sarebbe sgravata dalla responsabilità: “Se c’è qualcuno che è sgravato è la politica- fa notare al contrario- che demanda a Banca centrale il parere definitivo, la responsabilità finale dell’operazione è di Bcsm, l’espressione della garanzia è condizionata dal suo parere”. Perchè “Bcsm deve rendersi conto che, se lo Stato si impegna, quell’impegno deve essere sostenibile”. Non solo, anche il congresso di Stato farà le sue valutazioni- assicura- “sul fatto che ci sono 210 mln di valori immobiliare in cui valuterà se, e fino a che punto, far sì che lo Stato si assuma una garanzia, così come valuterà se possa richiedere un escrow account superiore, affinché ci sia una riserva per l’escussione dello Stato”. E qualora non ci siano incassi ed è tenuto a pagare, “lo Stato si rifà sugli attivi ovvero gli immobili non venduti, lo Stato- spiega rispondendo a Guidi- ha sicuramente garanzia sugli immobili qualora sia chiamato a pagare”. Infine rispetto agli Odg – cinque in tutto- sottoscritti e presentati dai gruppi di opposizione, il Sds Gatti spiega come siano per lo più superati: - rispetto alla richiesta di selezionare un consulente e tecnico che assista la Commissione “che è inserita anche nell’ambito della deliberazione che verrà proposta all’aula, lo ritengo condivisibile, e perciò superato da questo dispositivo consegnato dai gruppi nell’ambito della deliberazione”. - rispetto all’Odg in favore di un emendamento alla legge di Bilancio per rendere possibile la sottoscrizione di parte delle obbligazioni Senior al Fondo pensioni il Segretario fa notare che “nell’ambito di una operazione di mercato, come quella che si sta facendo, il soggetto può già partecipare e non vi sono motivi di esclusione”. - sulla prelazione di acquisto degli immobili per alcune categorie, il Segretario invita a uscire da queste logiche: “Con questi vincoli, si rischia che non partecipa nessuno e gli immobili restano invenduti, la logica deve essere quella di mercato”. - sulla richiesta di emendare il decreto n.165 con un aumento del 5% del escrow account, il Segretario si dice favorevole, ma è un impegno già previsto, chiarisce, per cui non ritiene sia necessario un Odg. E ancora- sulla richiesta di rendicontare i costi e la gestione del processo al Consiglio, “lo faranno l’Igrc e i soggetti preposti, pensavo alla Ragioneria dello Stato, organizzando al suo interno un ufficio pubblico dei soggetti con funzioni specifiche di supporto anche al Consiglio e al Dipartimento Finanze per avere un parere e un’analisi terza”. La proposta è dunque condivisa ma non si ritiene opportuno procedere per emendamento del decreto. Con le votazioni che respingono gli Odg dell’opposizione e approvano le due deliberazioni relative alle Raccomandazioni per il congresso di Stato si concludono quindi i lavori della Commissione. Sulla cartolarizzazione la palla ora passa al congresso di Stato e a Banca centrale che dovrà infine autorizzare l’operazione entro metà dicembre.


Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 28-11-2023 alle 10:30 sul giornale del 29 novembre 2023 - 18 letture






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