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Report del Consiglio Grande e Generale di San Marino del 24 ottobre – pomeriggio

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SAN MARINO - Nel corso del pomeriggio, i lavori consiliari ripartono con una serie di nomine e sostituzioni. Ieri in seduta notturna si è concluso il comma 3 con l’ingresso tra le file di Npr del consigliere Milena Gasperoni, al posto del dimissionario Giacomo Simoncini.

Si prosegue oggi con le sostituzioni degli attuali Capitani Reggenti Filippo Tamagnini e Gaetano Troina, in seno alle commissioni consiliari di cui fanno parte. Il dibattito si dilunga poi al Comma 7 relativo all’approvazione della candidatura per la nomina del Presidente e del Consiglio di Amministrazione di San Marino Innovation. Il Pdcs indica il candidato Gian Angelo Geminiani, quale nuovo presidente. Da Rete si punta quindi il dito contro il mancato rinnovo alla Presidenza di Lorenzo Spadoni, grazie alla cui guida, spiegano i consiglieri, l’istituto è riuscito in pochi anni a passare da un bilancio fortemente in passivo a un avanzo di circa 150 mila euro di utili. Si fa poi notare che nessuno in Aula ha potuto ancora visionare il curriculum del candidato alla presidenza e che si può incorrere nel rischio di un conflitto di interessi. Libera e Rf riconducono la scelta del cambio di vertice allo spoil system perpetrato da inizio legislatura, in particolare dal partito capofila della maggioranza. Dal Pdcs, il capogruppo Mussoni riconosce i risultati di Spadoni e spiega che la decisione di non rinnovare la sua nomina “non è una rimozione” ma una scelta legittima: “C’è una scadenza a termine della nomina e noi, semplicemente, rispettando la normativa e la competenza, indichiamo dei tecnici”. Alla fine del dibattito, la Reggenza avvisa che è stato depositato il curriculum dei candidati ma è incompleta la documentazione ricevuta (che prevederebbe anche la compilazione di moduli di accettazione, attualmente mancanti). Per procedere comunque alla votazione dei candidati serve il consenso di tutta l’Aula, ma Rete si dichiara contraria alla proposta, in questo modo le nomine di San Marino Innovation sono rinviate. L’Aula passa ad affrontare ulteriori nomine, quindi la “Presa d’atto degli atti di accertamento adottati dal Collegio per l’esame delle istanze di assunzione della cittadinanza per naturalizzazione”. I lavori si interrompono alla Ratifica della Convenzione con Regno Unito per l’eliminazione della doppia imposizione: manca infatti il numero legale dei presenti in Aula. I lavori riprenderanno in seduta notturna. Di seguito un estratto degli interventi al comma 7. Comma 7. a) Approvazione della candidatura per la nomina del Presidente e del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per l’Innovazione della Repubblica di San Marino S.P.A. ai sensi dell’articolo 10 del Decreto Delegato 7 marzo 2018 n.23, così come modificato dal Decreto Delegato 2 maggio 2018 n.46 e dall’articolo 29 della Legge 7 luglio 2020 n.113 b) Dimissioni del Signor Alessandro Rossi da membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per l’Innovazione della Repubblica di San Marino S.p.A. e sua sostituzione / L’Aula non si procede alla votazione dei candidati. Emanuele Santi Rete: prendiamo atto del vedere ‘fatto fuori’ il presidente di Smi dal Pdcs, nonostante i risultati raggiunti. San Marino Innovation nel 2019 era una società che perdeva 198 mila euro, per la gestione ‘allegra’ dell’ex manager. Siamo arrivati noi al governo e il presidente poi nominato, Lorenzo Spadoni, e tutto il Cda, hanno fatto un lavoro egregio. Oggi però abbiamo l’azzeramento del vecchio team manager, malgrado questi dati: nel 2020 la perdita di Smi si attestava a 180 mila euro, nel 2021 la società ha chiuso con 81 mila euro di utile e nel 2022 con circa 150 mila euro di utili, ma noi mandiamo via il manager. E ancora: nel 2020 le società incubate erano 21, oggi sono 104 le imprese incubate che fatturano complessivamente 47 mln di euro di fatturato e pagano contributi per 1,3 mln di euro. Le persone assunte in queste società ammontano a oltre 266 figure, erano circa 80 nel 2020. Iro Belluzzi, Libera: Quando si fanno leggi e norme e si pensa all’inizio della legislatura di essere inamovibili, ci accorgiamo che non è possibile, e non lo è neanche nell’arco di una legislatura poter vantare la possibilità di nominare i dirigenti. Questo è un’errore della politica, perché così ingerisce nell’amministrazione, inficiando la separazione tra amministrazione e governo. Si fanno nomine di dirigenti attraverso tessere, o nomine di fiducia. Con Spadoni si era fatta un’ottima scelta, visti i risultati, ma spesso non è così, quindi probabilmente i criteri di selezione dovrebbero essere diversi. Sia ripristinata la netta separazione tra amministrazione e politica, se no, non si riesce più a gestire nel migliore dei modi le migliori potenzialità che ha l’amministrazione stessa. Mi spiace per Spadoni, ma sono contento che la prima vittima dello spoil system sia una nomina afferente a quella forza politica. Sia da insegnamento per chi amministra: siamo sempre temporanei. Pasquale Valentini, Pdcs: Non faccio una riflessione sulle persone, che non conosco, ma sul concetto di autonomia che sta avanzando dentro la nostra amministrazione. Noi in questi anni abbiamo fatto un percorso per cercare di fare in modo di separare l’amministrazione dalla gestione politica e per fare in modo che le competenze dentro la Pa non siano valutate direttamente dall’appartenenza politica, ma tramite bandi, concorsi, selezioni fatte da qualche organismo con oggettività di giudizio. Stiamo inserendo ora un pezzo alla volta delle ‘autonomie’, con la differenza che queste, invece di avere maggiore distacco dalla politica- nella selezione di chi deve dirigere gli enti autonomi- qui facciamo il contrario, li nomina direttamente la politica. E’ una contraddizione grave, viviamo ancora una volta una schizofrenia. Matteo Ciacci, Libera: Mi verrebbe da dire che per la legge del contrappasso c’è stato questo accadimento, concordo con Santi, persone che meritano dovrebbero essere premiate, purtroppo in passato non è andata così. E infatti il primo provvedimento di questa legislatura è stato proprio lo spoil system, spazzando via tutti i Cda per nominare rappresentanti della maggioranza. Auspico che con questa presa di coscienza, anche da parte di Rete questo modus operandi possa cambiare. Giovanni Zonzini, Rete: Questo non è spoil system. La realtà è che qui è arrivato a scadenza un Cda che ha portato un’azienda che era in un passivo di 150 mila euro a un attivo di 100 mila euro, che da 20 aziende ha fatto diventare Smi un’incubatrice di oltre 120 aziende. Ma siccome il presidente non era un galoppino governativo, è stato cacciato senza neanche una telefonata per avvertirlo. Queste sono le modalità con cui il partito di maggioranza relativa governa il paese. Visto che del nuovo presidente non è arrivato neanche il curriculum, mi domando come si possa chiedere ai consiglieri di adempiere al proprio mandato, votando persone di cui non si sa nulla. Ciò che si sa, è che il candidato presidente ha un’azienda incubata in San Marino Innovation, almeno da quanto emerge da notizie di stampa, e domando se questo non può determinare un conflitto di interessi. E noi Spadoni lo abbiamo nominato non perché vicino o militante a Rete- non è mai venuto a un incontro o a una serata di Rete- ma perché manager di altissimo profilo riconosciuto a livello italiano e internazionale e che voi semplicemente avete deciso che deve essere rimosso con un calcio nel sedere. Questo è il modo in cui gestite le società partecipate dello Stato. Nicola Renzi Rf: A me è dispiaciuto che gli ottimi risultati indicati dal movimento Rete purtroppo quest’Aula non è riuscita a metabolizzarli. Quello che ho fatto presente è che purtroppo, non c’è stata comunicazione precisa e volontà di approfondire la tematica. Poi, signori, la maggioranza dei 44 è quella che senza colpo ferire ha fatto la legge sullo spoil system e ha mandato a casa varie persone che erano nei Cda di vari enti. E questo lo ha fatto senza colpo ferire, con l’accordo unanime della maggioranza, lo abbiamo sempre criticato e lo facciamo anche oggi, con una nomina in scadenza. Non partiamo con nessun preconcetto nei confronti della nuova persona nominata, anche se un curriculum sarebbe stato utile. Ricordo poi quando abbiamo più volte sollevato gravi irregolarità che hanno portato alla cacciata su due piedi del direttore dell’Azienda per i lavori pubblici, faccio solo un esempio, o quando è stato estromesso un sindaco della stessa azienda per ottenere la quale si è voluta addirittura cambiare una legge. Sono pronto a fare le battaglie, e così Rf , per il merito e per la trasparenza, anche insieme a Rete, però le cose che sono successe in precedenza ancora pesano sulla nostra valutazione. Sarebbe il caso di fare quindi una valutazione a ritroso di quanto successo in questa legislatura rispetto lo spoil system e la caccia di persone anche solo idealmente vicine a una forza politica, troveremmo una bella carrellata di orrori. Francesco Mussoni, Pdcs: Il dibattito mi porta a fare valutazioni, la prima è che la gestione Smi attuale ha prodotto dei risultati e in questo senso non c’è valutazione negativa dell’operato di chi non viene riconfermato. Rispetto Spadoni non c’è una rimozione, ma c’è una scadenza a termine della nomina e noi, semplicemente rispettando la normativa e la competenza, indichiamo dei tecnici. Questa nomina è come quella degli altri comma, ovvero le forze politiche hanno indicato le loro figure, ma o sono organiche, o sono professionisti indipendenti che dimostreranno la loro autonomia e competenza nel tempo, e noi aspetteremo e li valuteremo alla luce dei loro risultati. Non è che se qualcuno fa bene e non viene riconfermato allora c’è un problema, ma è una valutazione di opportunità. Condividiamo invece le valutazioni del nostro consigliere Valentini, che richiama a una autonomia gli organi di gestione rispetto alla politica, ma questo è anche nell’etica delle figure indicate, e il fatto che lo siano non significa che viene meno la loro autonomia. William Casali, Pdcs: Si è gettato qualche dubbio su queste nomine. Penso non ci sia nessun problema rispetto al lavoro svolto dal precedente presidente. Non è questione di quantità, San Marino Innovation non ha lo scopo di portare ‘N’ start up all’interno della nostra economia, non è solo questo. Il problema è svolgere al meglio il ruolo strategico dell’Ente, caratterizzare un particolare filone di sviluppo tecnologico anche con le start up presenti nell’incubatore. Nessuno toglie il risultato quantitativo al presidente uscente, ma Smi è anche altro, e proprio perché lo è e ha una strategicità nello sviluppo economico e della ricerca, lo si fa anche in prospettiva di questo sviluppo. Le competenze offerte nel Cda hanno questa caratteristica. Sono state fatte norme che saremo qui a ratificare e saranno prese come riferimento per Smi e hanno bisogno di una certa competenza e professionalità e abbiamo cercato di fornire a Smi visione più utile per andare avanti nello spirito di indirizzo, senza togliere nulla al presidente uscente, che ringraziamo. Geminiani è italiano e non vota neanche a San Marino, non capisco la polemica. Metteremo a disposizione subito il curriculum, lavora in ambito digitale. Se andate su Linkedin, potrete vedere molte più informazioni rispetto a quello che può essere un curriculum depositato, e ha un bagaglio di competenze ed esperienze da non sminuire. Eva Guidi, Libera: Bisognerebbe cambiare un po’ tutto il sistema di nomine rispetto ad alcuni tipi di enti e imprese. In alcuni ruoli cruciali di appoggio alla politica, ci può stare che ci vogliano persone di fiducia. Meno invece quando lo si va a fare nei consigli di amministrazione di enti e aziende e altro, mi riferisco a Smi, anche se era in scadenza, per lavorare a principi di continuità e aziendale e autonomia, se i dirigenti stanno facendo bene. Su una serie di organismi ed aziende, in cui abbiamo bisogno che ci siano le migliori persone, forse si potrebbe veramente fare uno sforzo, sedersi attorno a un tavolo e trovare un sistema di nomine diverse rispetto al sistema proporzionale previsto in Consiglio. Anche perché si crea una precarietà inaccettabile. Roberto Ciavatta, Rete:Bene ha fatto il consigliere Mussoni a dire che non riguardo lo spoil system e che si tratta di nomine a scadenza e che quindi serve il rinnovo. Ma volete che non lo sappiamo, che la Dc non ha piacere di avere un presidente nominato da Rete e che ha fato da argine alle proposte che arrivavano all’organismo? Attorno alle questioni che hanno a che fare con l’innovazione tecnologica ci sono infatti molti interessi e un organo terzo, come è Smi, deve anche cercare di arginare gli interessi di parte, nell’interesse dello Stato. E’ legittimo non proporre un rinnovo, molto meno, se non si è dei pusillanimi, non si contatta la persona, anche per i dati già conferiti all’Aula: il soggetto in questione lo è venuto a sapere da noi, nel momento in cui abbiamo visto qui la nomina, ma lui non sapeva nulla. D’altra parte in questi anni, io tra le deleghe avevo l’innovazione tecnologica, ed è arrivato di tutto: membri del Comitato esecutivo di Smi che proponevano al presidente di farne un intermediario per l’acquisto dei computer per conto della Pa, che avrebbero gestito loro direttamente. Questo è. Sulle identità digitali: a San Marino chi deve gestirli? C’era una parte che richiedeva fossero i privati e nella fattispecie erano gli stessi a richiederlo, d’altra parte c’era una posizione del governo che proponeva piuttosto di gestirle come Stato. In tutto questo poi è stato dato mandato a Smi che doveva fare- ma a questo punto non li farà più- dei bandi per individuare le tecnologie da applicare e le modalità di gestione dello Stato. Sono certo che il nuovo presidente è all’altezza, ci mancherebbe, bisognerebbe capire, e lo chiedo all’Aula, se non vi sia un conflitto di interesse, se è vero che ha una società incubata all’interno di San Marino Innovation. Vedremo se il cambio al vertice darà una sferzata anche rispetto la decisione presa sull’identità digitale e la sua gestione da parte dello Stato, o se invece le faranno poi i privati. Gian Matteo Zeppa, Rete: Posto che lo spoil system ‘centra come il cavolo a merenda’, i numeri parlano chiaro. Noi arriviamo da una San Marino Innovation che era devastata. E io ricordo che in un dibattito pubblico qualcuno dell’allora maggioranza definì Mottola un venditore di pentole, era funzionale per non fare funzionare un organismo che poi la nuova struttura, di cui stiamo parlando oggi, con la presidenza di Spadoni, in un lavoro sinergico, è riuscita a portare a un fatturato al 2022 assestato di quasi 140 mila euro, con tante persone all’interno. Si domandavano i colleghi se l’attuale nomina proposta come presidente fosse già a San Marino. Allora: per la delibera del congresso di Stato del 30 ottobre 2017 n. 9 ‘proposta di concessione di residenza’ a favore di Gian Angelo Geminiami, questi ottenne la residenza nel 2017. Ma andrebbe valutato, se è ancora residente e se è attiva la società, per evitare una questione eventuale di conflitto di interesse. Spadoni non è un fidelizzato di Rete e spero non lo sia neanche il prossimo presidente rispetto chi lo nomina, però non mi si può venire in Aula, senza curriculum del presidente, e dire di andarlo a vedere su Linkelin. Non è proprio il modo. Anche qui è un’arrampicata sugli specchi per giustificare questa forzatura, legittima ci mancherebbe. Grazia Zafferani, Gruppo misto/Demos: è abbastanza avvilente che la politica non riesca a fare una maturazione, a mantenere quella che è la credibilità di uno Stato. Lo dico anche facendo un po' un mea culpa. Quando è nato San Marino Innovation siamo stati i primi a criticare, perché purtroppo la politica funziona così, quando arriva un buon soggetto si valuta più chi lo ha realizzato e chi ne fa parte. E spesso le scelte sono di nomina politica, come in questo caso, e si fa fatica a scindere la professionalità di una nomina e la scelta politica. Questa però è veramente il caso dei caso, una nomina di una nuova governance di Smi, un gruppo che è riuscito a lavorare molto bene, e questo il Consiglio doveva riconoscerlo, per i dati portati nelle relazioni giunte in Aula. A me spiace veramente tanto, spesso si parla di richiamare nuovi investitori, di progetto-paese, di rilancio della nostra economia e quando c’è qualcosa che funziona, cosa facciamo? Li mandiamo a casa. E queste sono le nostre norme, per carità, quello che manca in politica oggi e soprattutto in Consiglio è il buon senso per capire quando qualcosa funziona per il paese. Sara Conti, Rf: Benissimo la nuova struttura, ma se San Marino Innovation ha potuto portare grandi utili, non è grazie alla nuova struttura, ma alla legge sulle imprese tecnologiche approvata nel 2019, portata nella precedente legislatura grazie a cui è aumentato il numero di start up in territorio ed è doveroso ricordare questa legge che è stato un successo della scorsa legislatura.


Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 24-10-2023 alle 20:08 sul giornale del 25 ottobre 2023 - 20 letture






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