SEI IN > VIVERE SAN MARINO > ATTUALITA'
lancio di agenzia

Report del Consiglio Grande e Generale di San Marino del 13 settembre – pomeriggio

9' di lettura
18

SAN MARINO - Le istanze d’Arengo sono al centro dei lavori pomeridiani del Consiglio Grande e Generale, sono tre quelle discusse.

Respinta l’istanza d’Arengo n. 3 , per richiedere la destinazione dei crediti recuperati da Sgr agli ex correntisti di Banca Cis, i cui risparmi sono stati convertiti in Titoli di Stato. Ottiene un pareggio l’istanza n. 7, per consentire l’adozione a coppie conviventi e unioni civili, e la votazione sarà ripetuta in apertura della seduta notturna. Infine, resta aperto il dibattito sull’istanza n. 1 “per l’intitolazione del Piazzale Lo Stradone a Federico Bigi” che verrà ripreso sempre in seduta notturna. In particolare, rispetto all’istanza n. 3, l’orientamento del governo, letto dal Segretario di Stato Ugolini, in sostituzione del Sds per le Finanze Gatti, è di respingere l’istanza: “Non perché non si condivide la volontà- chiarisce- ma perché non abbiamo un riferimento temporale certo di recupero che si cerca di mettere in campo in modo tutelante per tutti i soggetti coinvolti”. Inoltre, il passaggio sollecitato dagli istanti, rispetto la distribuzione ai correntisti Cis dei recuperi, “richiede un regolamento specifico”. Resta comunque la volontà del governo “di rientrare in possesso di più somme possibili all’interno del soggetto veicolo- assicura il Sds Ugolini- in modo di poter rimborsare quanto prima i titoli di Stato, secondo le scadenze identificate”. Matteo Ciacci, Libera, anticipa il voto favorevole di Libera all’istanza e invita a continuare e porre alta l’attenzione “sul recupero di tutte quelle somme inerenti a coloro che hanno causato dissesto- esorta- devono andare avanti le azioni di responsabilità e le attività processuale”, In parallelo, rispetto le richieste fatte dagli istanti, Ciacci ritiene giusto prevedere soluzioni tecniche che “devono, non tanto impegnare di più lo Stato, ma accelerare le procedure, comprendendo disagio dei correntisti”. Su questa strada va la restituzione di ulteriori 50 mila euro ai correntisti dello scorso agosto, spiega. “L’istanza- prosegue- chiede che i recuperi non debbano finire nel calderone del bilancio dello Stato, ma attribuiti ai risparmiatori stessi”, ed è in sostanza “una proposta di buon senso”. Emanuele Santi, Rete, motiva invece il voto contrario del proprio gruppo. “Condividiamo il parere del Segretario e respingeremo l’istanza, presentata lo scorso aprile- che chiedeva che le somme giacenti in Bns fossero ripartite ai creditori- perché quanto chiesto è stato fatto ad agosto, quando i creditori hanno ottenuto 50 mila euro a testa. L’amministratore avrà diviso quello che c’era in cassa ai correntisti”. Non può essere invece sostenuta una ripartizione differenziata, prosegue, favorendo chi ha di meno rispetto chi ha di più, “perché nel diritto tutti i creditori devono essere messi nello stesso livello”. “L’istanza quindi è superata- ribadisce Santi- inoltre, non possiamo neanche creare falsa aspettativa nei correntisti e a noi stessi dicendo che domani recupereremo chissà quanto,e se non li recupereremo, poi dovrà metterli lo Stato e quindi tutti i cittadini”. Anche per Rossano Fabbri, Ar-Npr, le motivazioni spingono dal punto di vista tecnico a respingere l’istanza. Fabbri ricorda poi come ogni crisi bancaria sia stata risolta in modalità diversa e si è cercato di tutelare tutti i risparmiatori, ed “è vero che i correntisti Cis hanno avuto modalità più gravose rispetto a quanto avvenuto con le crisi precedenti”. L’invito quindi del consigliere Fabbri a governo e maggioranza è “di provare a verificare la sussistenza di meccanismi che possano permettere, nelle more della scadenza, chi voglia effettuare scelte di tipi differente, anche rimettendoci qualcosa, di poter monetizzare obbligazione con scadenza decennale” Nicola Renzi, Rf, anticipa voto a favore dell’istanza. Riconosce come le crisi bancarie abbiano avuto soluzioni diverse, nel caso Banca Cis, “la formula utilizzata credo sia stata una esigenza, una necessità, tuttora lo Stato non ha quelle cifre e non può restituirli”. Allora o si dice ‘lasciamo le cose così, sine die’ e non è la nostra idea- prosegue- o cerchiamo di trovare meccanismi, tutti insieme, perché è una scelta corale e non del governo. E spero si percorra questa via”. La storia di Cis però non può terminare con il commissariamento, conclude: “Se ci sono responsabilità nella gestione è gusto che chi ha malversato soldi di Stato e correntisti li restituisca e sconti le pene previste”. Non solo: “Sarà interessante capire se ci sono state trasformazione di valore, e se sono perse o comparse somme e come è stato gestito il Commissariamento”. Per Manuel Ciavatta, Pdcs, l’istanza è “di per sé già recepita con azioni che il governo ha già messo in atto, dando altri 50 mila euro ai correntisti recentemente, e prevedendo che ogni massa recuperata sarà redistribuita”. L’impegno c’è già, assicura e “l’istanza è sorpassata- ribadisce- poi non è accoglibile, in particolare, per la richiesta immediata di liquidità che non c’è. Qualora non si recuperi tutta la cifra sarà necessario mettere in atto tute le azioni dello Stato per recuperarla”.Alessandro Rossi, Gruppo Misto, sottolinea come per tutelare i risparmi di tutte le crisi bancarie, da Cassa di risparmio in poi, “ci siamo indebitati e rischiamo di fare la stessa fine dei correntisti, perché è sbagliato il modello”. Anticipa il voto a favore all’istanza “senza dare chissà quali promesse e volontà, ma dobbiamo riflettere- esorta infine- chi ha risparmi oltre una certa cifra non è tutelato, lo Stato non è più in grado di portare a compimento questo diritto”. L’istanza viene infine respinta con 27 voti contrari, 16 a favore e 1 astenuto. L’Aula si divide poi sull’Istanza d’Arengo n. 7, “ affinché sia consentita l’adozione anche per le coppie conviventi in relazioni affettive stabili o unite civilmente”, che attiene 25 voti contrari, altrettanti a favore e 2 astensioni, in modo che il Consiglio di fatto non delibera. La Reggenza annuncia alla fine che l’istanza sarà rimessa in votazione in seduta notturna. Nel dibattito molti consiglieri specificano di dare un voto personale su un tema così sensibile e rappresentanti degli stessi gruppi annunciano anche votazioni diverse. Da parte del governo, il Segretario di Stato con delega alla Famiglia Massimo Andrea Ugolini motiva l’orientamento contrario del governo: “Il legislatore ha inteso non equiparare l’Unione civile al matrimonio- spiega- stando per come è formulata l’istanza dunque non è accoglibile, considerato l’indirizzo legislativo adottato negli ultimi anni”. Guerrino Zanotti, di Libera, ripercorre il riferimento del dirigente dell’ufficio di Stato Civile, secondo cui, l’attuale normativa impedisce a conviventi e unioni civili di adottare bambini, “ma non c’è ostacolo a intervenire sulla modifica delle legge vigente”, chiosa il consigliere. Quindi, “nulla impedisce a un sigle con l’attuale legge di procedere a un’adozione- prosegue- e anche rispetto conviventi e coppie di fatto e unite civilmente non ci dovrebbe essere ostacolo”. E’ un tema che era stato aperto già con la legge sulle unioni civili: “Era un passo che noi di Libera avremmo computo già in quel contesto”. Quindi Libera accoglierà l’istanza. Al contrario, Manuel Ciavatta, Pdcs, anticipa voto contrario per il suo gruppo:“Il parere della Segreteria è condivisibile, coerente con il percorso fatto da quest’Aula dalla formulazione sulla legge sulle Unione civili del precedente governo”, ovvero, “le unioni civili non possono sovrapporsi all’istituto del matrimonio”. Matteo Zeppa, Rete, suggerisce di “evolversi culturalmente e spogliarsi da ideologie religiose che emergono da parte di qualcuno”. Andrea Zafferani, Rf, fa notare come ormai la pratica dell’utero in affitto sia ormai una realtà e “chi se lo può permettere usa questo sistema”, piuttosto che ricorrere all’adozione. Quindi, tornando ad essa, si chiede piuttosto cosa sia più tutelante per un bambino, “avere uno o due genitori?”. Nessuna contrarietà poi all’adozione da parte di coppie omosessuali a fronte dei controlli e delle valutazioni previste dagli istituti preposti. Aida Maria Adele Selva, Pdcs, attacca la “barbarie” della pratica dell’utero in affitto e ricorda invece che “non esistono figli che possano nascere da due persone dello stesso sesso, ce lo dice la biologia”. Mirco Dolcini, Dml, anticipa una posizione personale: “Rispetto la mia professione, quando ci sono bambini in mezzo a una separazione, l’interesse che si persegue è quello della tutela del minore”, spiega. “E quale potrebbe essere il motivo- domanda all’Aula- perché un bambino abbia più interesse a crescere in un orfanotrofio, piuttosto che in una famiglia con due genitori omosessuali?’”. Per Dolcini è una questione di buon senso: “Il mio voto è a favore dell’istanza”. Matteo Rossi Npr, condivide: “Non è questione ideologica, di essere riformisti o conservatori, ma di buon senso”, perché “nel 2023 non si può affrontare una questione con una legge datata, la famiglia di oggi non è la stessa famiglia del 1986”. L’istanza per Rossi è da sostenere, mentre Maria Luisa Berti, sempre di Npr, anticipa voto contrario. Esprime posizione diversa dal suo partito di riferimento anche Marco Nicolini, consigliere indipendente del Pdcs: “Chiunque affronti la trafila per adottare, e giunga alla fine, ritengo sia un genitore dalle enormi qualità- sottolinea- Per questo motivo voterò favorevolmente a questa istanza”. Anche Gaetano Troina, Dml, annuncia una posizione diversa da quella del suo collega di partito Dolcini. “Il concetto di convivenza, anche a livello giuridico, è concepito come qualcosa che può cambiare, stessa cosa vale per l’unione civile che è una situazione di fatto senza implicazione che duri nel tempo”, spiega. “A prescindere quindi dal discorso omo o etero sessuale- sottolinea- l’unione civile non è idonea ad un’adozione e l’Istanza va respinta”. Infine Sandra Giardi, Gruppo misto, ricorda che alla base “si deve considerare il bene di un minore e la possibilità di vivere all’interno di una comunità, sia che la chiamiamo coppia, single, famiglia, piuttosto che stare in una struttura in cui può essere messo perché vengono a mancare i genitori”. “Gli istanti chiedono di colmare un buco che con la legge sulle Unione civili si sarebbe voluto portare avanti- sottolinea- parificandole all’istituto del matrimonio, ma ahimé, in Aula si portano avanti più principi ideologici”.


Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 13-09-2023 alle 19:59 sul giornale del 14 settembre 2023 - 18 letture






qrcode