SEI IN > VIVERE SAN MARINO > ATTUALITA'
lancio di agenzia

Report del Consiglio Grande e Generale di San Marino del 23 agosto – mattina

7' di lettura
20

1) L’Aula riprende i lavori dal confronto sull’emendamento del Gruppo misto aggiuntivo di un nuovo articolo 25-quindecies “Portale dei Servizi Sanitari” per una proposta di legge entro marzo 2024che istituisca il Portale dei Servizi Sanitari.

Il Segretario di Stato per la Sanità Mariella Mularoni riconosce l’emendamento come condivisibile perché “favorirebbe un migliore accesso alle prestazioni sanitarie attraverso implementazioni tecnologiche ai servizi attuali”, motiva. “Sappiamo che i tempi di attesa per le liste specialistiche sono una delle criticità che dobbiamo affrontate- dovute anche all’iper-prenotazione, alla mancanza delle disponibilità degli specialisti- problemi a cui cerchiamo di dare risposte”. A tale scopo,“ho incaricato il Direttore di Dipartimento ospedaliero- annuncia- di predisporre un piano di recupero efficace e sta collaborando con il Direttore dell’Ufficio informatico dell’Iss per valutare quali possono essere gli interventi riorganizzativi e migliorativi per l’accesso alle cure”. Quindi, sulle indicazioni date negli interventi dei consiglieri in Aula, per esempio la possibilità di prenotare la visita dal medico di base, il recall telefonico..”stiamo già lavorando”, puntualizza il Segretario. In conclusione, “anche se la proposta è condivisibile e importante, non è accoglibile perché ritiene di intervenire attraverso una legge entro marzo 2024- chiarisce Mularoni- non serve una normativa ma implementazioni tecnologiche a cui uffici stanno già lavorando”. Nel suo intervento conclusivo, il proponente dell’emendamento, Alessandro Rossi del Gruppo misto, suggerisce al Segretario Mularoni di coinvolgere nell’implementazione dei servizi informatici dell’Iss anche le competenze presenti sul territorio “facendo una gara in cui definire come obiettivo quale può essere il migliore processo informatico per dare risposte all’utenza sanitaria”. Infine l’emendamento è respinto con 24 voti contrari e 17 a favore. 2) E’ quindi la volta dell’emendamento del governo Art.8 “Modifica dell’articolo 9 della Legge 23 dicembre 2022 n.171”, relativo all’acquisizione, da parte del congresso di Stato, della “piena proprietà della società Giochi del Titano S.p.A.”, rilevando le azioni detenute dall’Agenzia per lo Sviluppo Economico - Camera di Commercio S.p.A.. Con la modifica dell’articolo, la spesa complessiva si ripartisce in un periodo massimo di 5 anni (e non più 10 anni come nella versione originaria) a decorrere dall’esercizio finanziario 2024. I gruppi di opposizione esprimono favore verso l’acquisizione da parte dello Stato della Giochi del Titano, ma chiedono più informazioni, tra cui il valore dell’acquisizione, su quali altre risorse potrà contare la Camera di Commercio, etc. Il Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, spiega che l’articolo era già stato portato in Finanziaria: “Sono cambiate solo le modalità di pagamento, avevamo già parlato dei valori, dopo la perizia fatta, la Giochi del Titano è stata valutata 40 mln di euro, il conferimento è in natura, e si passa a 8 mln. di euro per l’acquisizione”. Rispetto al futuro di Camera di commercio, “questo governo ha deciso di caratterizzarla per le proprie attività e servizi, diventerà lo Sportello unico delle imprese”. L’emendamento del governo infine è approvato. 3) Ancora un Emendamento del governo, aggiuntivo di un nuovo articolo 8-bis “Modifica degli articoli 25 e 29 Legge 29 ottobre 1981 n.85”, che interviene sugli accertamenti del Catasto, per prevedere una riduzione della penale dal 20 al 10% in caso di errore nella stima di valore degli immobili. Santi di Rete chiede sia spiegata la ragione dell’intervento: “Tutto sommato, nulla di male in questo articolo, ma gli articoli non vengono spiegati”. Maria Luisa Berti, Npr, osserva come dagli interventi dell’opposizione sia “evidente la volontà di dilatare i tempi del dibattito”, dato che “i contenuti dell’articolo sono molto chiari”. Per Berti nella riduzione della penale “non c’è nulla che lasci pensare a chissà quale politica oscura- spiega- c’è invece la finalità di alleggerire dei carichi fiscali negli atti di trasferimento dei beni immobili”. L’emendamento viene infine accolto all’unanimità. 4) Si accende infine un ampio confronto all’Articolo 9 “Modifica del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero dal trust”, in cui viene presentato un emendamento da Rete interamente soppressivo. Il movimento è infatti contrario alla modifica del credito d'imposta per i redditi prodotti all'estero dal trust, che alza all’80% la quota di deducibilità rispetto quella attuale del 50%. Giovanni Maria Zonzini, Rete, motiva la richiesta di abrogazione: “La Dc intende affrontare la grave crisi sociale delle nostre famiglie abbassando le tasse a chi ha i trust. Effettivamente, qual è la famiglia di operai che non possiede trust?”, ironizza. “I trust- spiega poi il consigliere- sono tipicamente uno strumento di gestione di patrimoni molto ingenti e che afferiscono a un ristretto ceto sociale, i più ricchi della società”. Con questa misura, “noi- sintetizza Zonzini- stiamo regalando sconti fiscali importanti a chi è già molto ricco, con una gestione della fiscalità, anziché progressiva, regressiva: più sei ricco e meno tasse ti faccio pagare”. Di qui la forte contrarietà del Movimento Rete a “questo approccio reazionario- incalza Zonzini- che tende ad arricchire sempre di più chi è già ricco e a sottrarre così risorse allo Stato che potrebbero essere usate invece per servizi e ammortizzatori sociali”. Di qui la richiesta di una soppressione integrale di questo “emendamento vergognoso” con cui “il governo- stigmatizza- ha deciso di intraprendere una guerra ai poveri”. Gli altri gruppi di opposizioni sono meno critici rispetto la proposta, volta a rendere più attrattivo lo strumento del trust, ma ne rilevano l’incongruenza con il momento attuale e soprattutto, chiedono al Segretario per le Finanze un aggiornamento sulla reale efficacia dello strumento dei Trust e, in soldoni, quante entrate portino alla casse dello Stato. Per Alessandro Rossi, Gruppo misto, infatti “le parole del collega Zonzini sembrano eccessive”, ma lo stesso chiede un approfondimento su uno strumento che“dobbiamo tenere monitorato per capire se effettivamente porta un contributo alle casse dello Stato”. Anche Iro Belluzzi, Libera, chiede una relazione sui vantaggi dei trust in Repubblica. Giuseppe Maria Morganti di Libera pone poi il dubbio che “si voglia tornare a parlare con i Paesi in black list, se la norma sarà in vigore solo con quelli che non sottoscriveranno accordi sulle doppie imposizioni”. Dalla maggioranza, Stefano Giulianelli, Pdcs esprime invece perplessità sull’emendamento di Rete: “Ai sensi della legge 166 del 2013, la legge fiscale, è già previsto il meccanismo di credito di imposta per crediti prodotti all’estero per persone fisiche e giuridiche- sottolinea- Con l’emendamento del governo in prima lettura il meccanismo è esteso ai trust”. “C’è una bella differenza- replica Roberto Ciavatta, Rete- tra quello che avviene per soggetti fisici e giuridici, il soggetto fisico che abbia 10 mln di euro di patrimonio paga le tasse su quel patrimonio, e idem la società, ma se mettono quei 10 mln di euro in trust non pagano più”. Pollice verso dunque su questa legge finanziaria, in cui, rimarca Ciavatta, “c’è grande attenzione verso chi è molto benestante e gli si consente di non pagare le tasse e, per chi invece ha difficoltà sempre maggiori con il suo stipendio, non si fa niente”. Andrea Zafferani, Rf , torna a chiedere numeri e stime: “Fermo restando che nessuno nel nostro gruppo ha contrarietà che i trust siano utilizzati in territorio- precisa- e che ci sia attenzione al fatto che non vi sia doppia imposizione, il tema politico si pone”. Zafferani chiede quindi quante entrate in meno allo Stato siano stimate per effetto di questa misura. “E’ indiscutibile- aggiunge- che stride enormemente con le necessità di questo momento storico il fatto che il governo, in questa finanziaria, in più articoli dia benefici su strumenti finanziari appannaggio di poche persone e poi si dimentica completamente delle politiche sociali e di dare aiuto a famiglie in difficoltà”. Per Gian Matteo Zeppa, Rete, bisogna avere numeri per motivare l’intervento in fase di assestamento di bilancio. E Matteo Ciacci, Libera, chiede di conoscere quali siano i Paesi a cui si riferisce questo intervento: “Quali sono le casistiche’ e a favore di chi lo facciamo?”. Maria Katia Savoretti, Rf, boccia l’intervento “spot”: “Al paese serve altro”. Infine, Guerrino Zanotti, rileva come sia un provvedimento che ha effetto solo per pochi casi: “Le casistiche voi le conoscete- manda a dire- si chiariscano i veri obiettivi”. La seduta della mattina così si conclude e il dibattito sull’emendamento abrogativo di Rete riprenderà nel pomeriggio.


Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 23-08-2023 alle 11:16 sul giornale del 24 agosto 2023 - 20 letture






qrcode