SEI IN > VIVERE SAN MARINO > ATTUALITA'
lancio di agenzia

Report della commissione Finanze del 16 maggio – pomeriggio

19' di lettura
54

SAN MARINO - Il Pdl “Legge quadro in materia di Società benefit”, presentato dalla Segreteria di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio, viene approvato all’unanimità+++ Via libera alla Legge quadro in materia di Società benefit in Commissione consiliare Finanze, riunita oggi a Palazzo Pubblico.
Il Pdl viene infatti approvato con 15 voti favorevoli sui 15 presenti, unanimamente. Viene designato relatore unico il consigliere William Casali, Pdcs. Come spiega introducendo il provvedimento, il Segretario di Stato per l’Industria Fabio Righi, il Pdl “inserisce nell’ordinamento sammarinese una disciplina riconosciuta in altri Paesi che è quella della società benefit”. Si tratta di un certificazione che possono ottenere le società già costituite che le riconosce come virtuose per aver dato corso “a processi di sostenibilità e di lavoro a favore della comunità”. Il segretario Righi spiega poi un elemento innovativo della normativa sammarinese: ovvero “la creazione di un sistema di rating del sistema benefit” che determinerà premialità e politiche di incentivazione. “Obiettivo- chiosa- è quello di creare un vero e proprio un sistema di rating dedicato a tutte le imprese e una borsa per le PMI , quale progetto pilota”. Nel corso del dibattito e nelle dichiarazioni di voto emerge condivisione bipartisan al provvedimento e tutti i gruppi annunciano voto favorevole. Michela Pelliccioni, Dml, ritiene il provvedimento “un occasione in più” e auspica che la “normativa secondaria venga messa a terra nel più breve tempo possibile”, per dargli attuazione. Anche Matteo Ciacci, Libera, conferma voto favorevole del suo gruppo: “Non ci sottraiamo- manda a dire- di fronte a progetti che riguardano sviluppo economico e innovazione”. Per Andrea Zafferani, Rf, il provvedimento “non cambierà la storia dello sviluppo economico del Paese” ma “rappresenta un avanzamento”, per cui il voto del suo gruppo sarà a favore. William Casali, Pdcs, riconosce che il Pdl avrà effetto positivo sul sistema economico e il Pdcs lo sosterrà. Emanuele Santi, Rete, sottolinea la bontà di un emendamento presentato dalla maggioranza all’articolo 6- poi accolto- volto a chiarire possibili dubbi e riconosce la bontà del provvedimento. Quindi voto favorevole annunciato anche da Rossano Fabbri, Gruppo misto di maggioranza, che considera il Pdl “un ottimo punto di partenza, da implementare e sviluppare con relativo decreto”. Infine, Gian Nicola Berti, Npr, evidenzia l’ampia condivisione sul Pdl. “Non resta che accelerare tutto l’iter di approvazione e rendere questo Pdl una norma a tutti gli effetti”, conclude. Alla fine l’intero articolato - 10 articoli e 2 allegati- viene approvato all’unanimità. In apertura dei lavori, in comma comunicazioni, la discussione avviata dai consiglieri di opposizione, Zafferani di Rf e Ciacci, di Libera, è stata rivolta a sottolineare le divergenze in atto tra gli alleati di maggioranza. Zafferani punta l’accento sull’Odg presentato da Rete sabato scorso e la reazione avuta dal Segretario di Stato per le Finanze, mentre Ciacci sollecita il Segretario di Stato Righi e il suo movimento, Dml, a fare un bilancio del proprio operato, in relazione anche all’interpellanza depositata da Libera. Da Rete Giovanni Zonzini rassicura”sulla volontà della maggioranza di andare avanti, se ci sono le condizioni”. L’odg non è una mozione di sfiducia, puntualizza, ma è “parte di una dialettica interna della maggioranza”. “E’ difficile dire che l’attività della mia Segreteria non abbia portato dei risultati”, replica a Ciacci il Segretario Righi, elencando i numeri in positivo dell’economia sammarinese. Al contrario, “sono fermamente convinto che il Paese abbia bisogno di un piano più coordinato, di lungo respiro- precisa- di una progettualità che è mancata negli ultimi 30 anni, senza lasciarsi andare a giochi politici che nulla hanno a che fare con lo sviluppo del Paese, ma c’è margine per lavorare”. Di seguito un estratto degli interventi odierni. Comma n.1. Comunicazioni Andrea Zafferani, Rf Sabato scorso Rete ha presentato un Ordine del giorno che non mi pare il Segretario per le Finanze Gatti abbia visto come stimolo a fare meglio, perché si è condotto a una contro-accusa nei confronti del movimento. Politicamente non si può non rilevare una situazione imbarazzante che si gioca sui conti dello Stato, sulle linee politiche ed economiche e sulle riforme che mancano. È oggettivo che la riforma fiscale presentata nelle sue linee di indirizzo in questa commissione almeno 12-18 mesi fa è rimasta in un cassetto e non è stato più portato all’attenzione dell’Aula e credo il Segretario si guardi bene dal presentarla a un anno dalle elezioni. Eì evidente che evita di fare manovre problematiche prima delle elezioni. In tema di sviluppo sentiamo rimpalli da parte delle forze di maggioranza, uno che dice all’altro che non si è fatta una cosa piuttosto che l’altra, è un gioco a chi dice che si è fatto di meno. È un gioco imbarazzante e il paese in questa condizione soffre. Dal punto di vista politico siamo in una situazione paradossale, dopo sabato ulteriormente rafforzata, soprattutto sui provvedimenti di competenza economica, sia su quello che viene denunciato come non fatto dalla stessa maggioranza, sia per il rimbalzo di responsabilità sul non fatto. Quanto si vuole andare avanti in queste situazioni? Pensate il Paese possa reggere un anno così? Credo sarebbe di grande interesse per la Commissione avere un riferimento, al di là dell’odg di Rete, sui piani che la Segreteria ha in testa per lavorare a una riduzione veloce del disavanzo di bilancio, e sarebbe da arrivare ad avanzo prima possibile. Matteo Ciacci, Libera La situazione politica, economica e finanziaria dopo sabato scorso è cambiata, con l’approvazione del decreto che ha portato ulteriore difficoltà al paese, con l’aumento del tasso di interesse e con la mancanza di un piano economico, che in 4 anni questa maggioranza non è riuscita a dare. Oggi abbiamo depositato una interpellanza per chiedere conto di una serie di iniziative messe in campo dal Sds Righi che non hanno portato risultati concreti. Io ho sempre apprezzato Righi e la sua forza politica per il tentativo di dinamismo e di cercare di aprire la nostra economia, in modo liberale, ma è difficile fare un bilancio positivo. Domanda diretta al Segretario e a Motus, dopo il vostro ultimo comunicato in cui dite che è urgente un piano economico, e noi lo diciamo da 4 anni: cosa manca per portare avanti le idee interessanti che la sua Segreteria ha cercato di esprimere? Cosa è mancato? Per quale motivo i risultati non si sono concretizzati? Fate una valutazione politica, se dopo 4 anni la vostra forza politica, che ha voglia di innovare il Paese, è stata costretta a dover chinare il capo per evitare progetti concreti, come il progetto Sm 2030 o il progetto Amazon. Politicamente, una riflessione lei, Sds Righi, intende farla o pensa che una riproposizione di un esecutivo con una Dc che comanda tutti gli altri sarà possibile anche per i prossimi 5 anni e sarà l’asset funzionale per la realizzazione di progetti che sulla carta sono convincenti e che avete sempre sostenuto? Il paese merita un finale di legislatura dove si mettono a fuoco 2-3 priorità e si prepari il dopo, se invece l’obiettivo è mettere bandierine e fare campagna elettorale, non è questo il nostro approccio. Fabio Righi, Sds Industria Alcune considerazioni sono doverose, dopo l’ultimo intervento. Intanto alcune prime risposte, dato che è stata depositata una interpellanza e ci sarà modo di andare su tutti i punti sollevati successivamente. Si parla di iniziative che non hanno portato risultati. In commissione ho già dato qualche numero, è difficile dire che l’attività della mia Segreteria non abbia portato dei risultati. Se la domanda è ‘era quella che mi aspettavo?’, allora, io non mi sono mai nascosto dietro un dito, dicendo che non mi sarei aspettato di meglio, ma sarebbe una non-totale verità. I numeri: un’imposta aumentata di circa 2 miliardi, come l’export, che registra una espansione che va al di là del mercato europeo, perché una parte dell’export è determinata anche sui Paesi extra-europei. Quindi le linee di apertura verso l’economia internazionale hanno dato dei risultati con un incremento sul mercato statunitense, con un migliaio di unità imprenditoriali in più dal 2020 ad oggi. E ancora, ci sono grossi player si interessano ora alla Repubblica di San Marino, mentre fino a ieri non sapevano neanche dove fosse sulla cartina. Le normative, oggi ne discutiamo una, in termini di welfare e di progetto paese avremo modo di discutere poi. Cosa è mancato? Sicuramente la capacità di lavorare come Paese in modo coordinato, ma da 30 anni il paese è abituato così. A livello politico è mancata la capacità di distinguere e di ‘non sparare nel mucchio’. Ma è passata la linea comune, di un progetto che puntava su green economy e space economy. Poi l’attivazione sistema Alipay a San Marino, che di fatto è un attrattore di flussi, è diventato uno strumento utile come marketplace di Alibaba, con questo strumento le nostre realtà economiche delocalizzano a livello internazionale, senza difficilmente avrebbero potuto farlo. Poi ci sono gli accordi di Camera di commercio. Dire che non ci sono stati risultati concreti e che i numeri non ci danno ragioni diventa difficile. Poi ripeto, io sono fermamente convinto che il Paese abbia bisogno di un piano più coordinato, di lungo respiro, di una progettualità che è mancata negli ultimi 30 anni, senza lasciarsi andare a giochi politici che nulla hanno a che fare con lo sviluppo del Paese, ma c’è margine per lavorare. Giovanni Maria Zonzini, Rete Vorrei rassicurare i colleghi intervenuti sulla volontà della maggioranza di andare avanti, se ci sono le condizioni. Non sono state presentate mozioni di sfiducia, la maggioranza ha una dialettica vivace al suo interno, ma è una grande lezione di democrazia, quando in passato abbiamo visto invece maggioranze piegate ai diktat dei loro segretari di Stato. Riteniamo che quanto avvenuto sabato rientri in questa dinamica, che a volte determina frizione, ma da parte nostra abbiamo dimostrato la più ampia disponibilità a ragionare insieme, ad ampliare il mandato dell’odg secondo una volontà costruttiva. A Zafferani: dice che bisogna ricercare l’avanzo di bilancio, penso sia ragionevole ipotizzare l’avvicinamento al pareggio primario, questo richiede e richiederà interventi decisi sia sul fronte delle uscite, nell’ottica di mantenere stato sociale, e delle entrate, accentuandone progressività ed equità. In merito ai centri di costo, il Sds Gatti ha fatto constatazioni condivisibili, se uno Stato al suo bilancio si sottrae previdenza, sanità e sociale e Pa, rimane ben poco, rappresentano le spese principali perché ne costituiscono l’esistenza stessa e i pilastri dello Stato sociale come conosciuto. Michela Pelliccioni, Dml In risposta alle osservazioni del consigliere Ciacci. Il primo rilievo è sull’opportunità di questo intervento che desta curiosità in relazione al momento politico. E’ interessante, vanno fatte sicuramente valutazioni sul momento scelto. Non mi cimenterò sulle polemiche delle colpe del passato, il lavoro di questo governo è partito in estrema salita e l’attacco al Segretario sul mancato raggiungimento degli obiettivi trova la migliore risposta nei report del Fmi che rilevano che chi ha trainato il Paese è stata l’industria con volumi importanti e dati di crescita importante. Mi chiedo che dati abbia letto il consigliere. William Casali, Pdcs E’ doveroso intervenire anche da parte del mio gruppo, il tema non è attuale. Sulla parte di debito estero contratto abbiamo già discusso ed è stato chiarito dal Sds Gatti che non si trattava di emissione di nuovo debito, ma di passaggio da debito interno a estero, importante per la tenuta del sistema finanziario e per l’equilibrio dei conti pubblici. È stato un passaggio necessario. Ma un passaggio tecnico è diventata una questione politica e posso capire che da parte dei gruppi consiliari ci sia stata la necessità alzare la tensione, questo non vuole dire che comunque il problema non deve essere affrontato. Certo è che deve essere affrontato con cognizione della complessità del tema. Il tema deve essere affrontato togliendo dal tavolo tutti gli elementi di tensione politica. Luca Boschi, Libera Potete dire che va tutto bene però ci sono alcune realtà che non sono quelle che state raccontando. Sabato il governo è venuto in Aula per autorizzare il roll over e le opposizioni, al netto di condizioni deludenti, hanno mosso due critiche al governo: non aver fatto la riforma Igr per rendere il debito sostenibile, 2) non aver considerato la via interna al debito. E proprio sabato Rete propone un Odg all’Aula per indirizzare il Segretario Finanze su alcuni punti, tra cui a portare la riforma Igr entro luglio Zonzini dice che non è una mozione di sfiducia, ma sicuramente è una critica forte al Segretario, che la sera stessa va al telegiornale per dire che Rete non ha considerato assolutamente la spending review. Poi Alleanza riformista in un comunicato dà l’aut aut per il voto, poi ci sentiamo dire, prima da Zonzini, poi dal Sds Righi, che va tutto bene, raccontatecela così. Perché proprio adesso rileviamo le critiche al Sds Righi? Sono 4 anni che lamentate che ogni vostro progetto viene boicottato dai vostri alleati e in particolare dai Segretari della Dc. Ma se siete soddisfatti, benissimo, andate avanti così. Segretario Righi, è proprio sicuro che i risultati che ha elencato siano merito suo e non del mondo imprenditoriale sammarinese? Comma n. 2 . Esame in sede referente del progetto di legge “Legge quadro in materia di Società benefit” (presentato dalla Segreteria di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio) 10 articoli e 2 allegati./ approvato all’unanimità Fabio Righi, Sds Industria La norma era stata spiegata, le finalità sono chiare, si inserisce nell’ordinamento sammarinese una disciplina riconosciuta in altri Paesi che è quella della società benefit. E’ una qualifica che possono ottenere le società, non dipendente dall’oggetto sociale, ma è una certificazione, una qualifica che le società neo costituite o già esistenti possono ottenere. Intanto si cerca di introdurre un elemento che sul piano internazionale rappresenterà sempre di più elemento di competitività. Avere, come società, la possibilità di presentare una certificazione, un riconoscimento di processi di sostenibilità e di lavoro a favore della comunità è certamente elemento importante, in vista delle sfide globali e che riguardano anche San Marino.. D’altra parte, rispetto lo strumento introdotto in altri ordinamenti, segnalo un elemento di assoluta novità introdotta nel nostro ordinamento: la creazione di un sistema di rating del sistema benefit. Data la certificazione iniziale, ci sarà infatti l’imprenditore più o meno impegnato, alcuni paesi si sono arenati sulla ricerca di premialità, noi abbiamo cercato di introdurre un sistema audit costante e di dare la possibilità di vedere riconosciuta la certificazione anche all’estero. Il riconoscimento di rating determineranno premialità o criticità che a loro volta determineranno politiche di incentivazione che si vorranno affiancare. Obiettivo è quello di creare un vero e proprio un sistema di ratig dedicato a tutte le imprese e una borsa per PMI , quale progetto pilota. Quindi creare una borsa dedicata alle piccole e medie imprese. Lo segnalo come elemento di novità e di assoluta competitività. Come Segreteria presenteremo un paio di emendamenti. Matteo Ciacci, Libera E’ pdl che merita attenzione, quando si parla di un approccio culturale di impresa innovativo, come Libera ci siamo sempre distinti nell’essere propositivi. Sostenibilità ambientale e innovazione sono tutti aspetti etici che diventano sempre più di sostanza in un mondo attuale che guarda con attenzione queste realtà. Avendo a che fare con oltre 5 mila attività e tante ‘piccole’ aziende, nella redazione di bilanci e nella fiscalità riteniamo sempre più necessario addivenire a regime minimi fiscali, per lo snellimento di burocrazia. E tutto questo può essere legato anche ad aspetti sulla gestione del personale e sulle modalità di lavoro. Su questo, uno scatto dovrà farlo non solo la politica, ma anche forze sociali e datoriali. Ad oggi si parla del tema dell’orario di lavoro e quando parliamo di società benefit, queste si incastrino nella riflessione su quale possa essere l’esigenza di andare a coniugare tempi di vita e di lavoro. Ho letto la proposta fatta sui social dal collega Zafferani, si parla tanto di settimana corta, se l’agganciamo a dei benefit e a prevedere la possibilità di incrementare salari, scontando ore di lavoro al lavoratore, diventa più sostenibile. Queste forme innovative e flessibili possono essere sperimentate in un territorio come il nostro. Credo sia una buona opportunità e che vada valorizzata con incentivi e risorse e con la sensibilizzazione nel mondo dell’imprenditoria e del sindacato. William Casali, Pdcs Questa normativa è un ottimo passaggio per rimarcare un importante cambio culturale in cui si va dare valore specifico a un soggetto economico che fino a ieri veniva visto sotto un aspetto unicamente produttivo, a livello di economia. Da un punto di vista culturale e sociale, sia per ottenere più produttività, si è iniziato a capire che le aziende devono produrre condizioni maggiori di sostenibilità al loro interno, che devono partecipare ad attività della società. L’imprenditoria può essere portata a un livello più alto. Ecco che questa legge va a creare le condizioni affinché questo percorso possa completarsi in modo corretto. L’azienda non è solo un soggetto speculativo economico, ma uno strumento con cui creare un giusto rapporto con la società. Rossano Fabbri, Gruppo misto maggioranza Si parla di una nuova forma di fare imprese che, rispetto le normali finalità di lucro delle società di capitali, è volto ad unire scopi di natura sociale, interessi per la collettività. In qualche maniera fa bene il nostro ordinamento a guardare all’introduzione di una nuova forma societaria che in America nasce 13 anni fa e in Italia è stata introdotta con la legge stabilità che ha avuto effetti dal gennaio 2016. I padri di questa legge si propongono una finalità molto importante che è quella di vedere nello scopo di un’azienda non solo il lucro, ma l’interesse generale, dovendosi confrontare con impatti positivi che si riverberano sulla collettività. E’ un ottimo strumento che va posto a beneficio collettività. E’ un pdl che offre una cornice e ci sarà necessità di implementazioni e allineamenti con la legge generale sulle società. Michela Pelliccioni, Dml Un plauso al Segretario per aver portato questo Pdl in Commissione. Lei Segretario ha forza innovativa rappresentata dal coraggio in politica, coraggio di intercettare occasioni che possono cambiare volto al paese. E’ vero che è una legge quadro e dovrà essere declinata in una normativa secondaria, ma già disegna una visione del Paese. Il Pdl rappresenta elementi di novità non secondari, ovvero il fatto che lo Stato arrivi a benefici in modo secondario rispetto alla società. Abbiamo visto sempre interventi statali in aiuto degli investimenti, invece qui lo Stato scommette su qualcosa che ha già preso forma. E’ un binario nuovo e di maggior tutela per lo Stato. Andrea Zafferani, Rf E’ evidente che il provvedimento viene caricato di significato dai promotori, io credo non sia certo questo l’elemento che cambierà la storia dello sviluppo economico del Paese e credo, Segretario, ne sia consapevole anche lei. E’ però una buona idea e un tentativo di creare un sistema per dare valore a comportamenti virtuosi da parte delle imprese, inserendole in un contesto premiale, è giusto. Ma da qui a dire che sarà il futuro dell’economia del Paese, ne passa. Voteremo a favore perché rappresenta un avanzamento, ma restiamo nella realtà e non è questa una cosa tremendamente positiva per il Paese. Nella direzione del concetto creato da questa architettura istituzionale, creare un meccanismo premiale per aziende che mettono in atto iniziative per esternalità collettive, sarebbe necessario dare premialità anche ad imprese con comportamenti essenziali: tuttora risulta non possibile per le imprese utilizzare il meccanismo di detassazione degli utili investimenti volti a produrre energia green. Così come lo Smart working, per conciliare lavoro e vita dei lavoratori, la legge c’è, ma è poco operativa, perché non è sentita dal nostro tessuto imprenditoriale, né premiata. E’ un limite. Terzo tema, quello del welfare aziendale, un’attività che di fatto che non è premiata in capo alle imprese. Fabio Righi, Sds Industria, replica Ringrazio tutti gli intervenuti che hanno sottolineato la bontà dell’intervento. Questa è ora una legge quadro e il benefit della società potrà essere individuato dalla parte istituzionale. Per quel che mi riguarda, ben si potrà tenere in considerazione quanto sostenuto dal consigliere Zafferani, investimenti green, smart working, welfare aziendale. E rispondo anche a Ciacci, quando ha sollevato la necessità di maggiore flessiblità nel mondo del lavoro. Non è una legge che risolve lo sviluppo economico del Paese, ma non ne aveva le ambizioni. E’una legge di pochi articoli che ha l’obiettivo di essere addizione a opportunità già esistenti, per avere visibilità anche all’esterno. Ci stiamo allineando anche a standard internazionali: il bilancio di sostenibilità, portato dalla direttiva, diventerà obbligatorio nell’Ue nel 2024. Oggi non introduciamo obbligatorietà, ma quello che dovrà fare la società benefit è molto simile a quello che sia il bilancio di sostenibilità. Si sta andando verso quella direzione. A Fabbri, probabilmente non sarà necessario un intervento sulla legge delle società, non incide sulla legge ‘madre’.


Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 16-05-2023 alle 19:15 sul giornale del 17 maggio 2023 - 54 letture






qrcode