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Report della Commissione Sanità dell’8 febbraio 2023

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SAN MARINO - La commissione apre i suoi lavori con il comma Comunicazioni durante il quale i consiglieri di opposizione sollevano diverse questioni, dalla manutenzione delle scuole al servizio Rottaneve, fino alle problematiche della sanità, anche in merito a un recente decesso.

Il segretario di Stato per la Sanità Roberto Ciavatta sottolinea di non volere entrare in polemica , “c’è una campagna vergognosa, io continuo a fare il mio lavoro e non rispondo alle polemiche”. Dello stesso avviso il collega al Territorio Stefano Canti: “Sulla manutenzione nelle scuole non mi risulta che non si proceda per i progetti di costruzione di nuove strutture”. Mentre il servizio Rottaneve “non è una tema politico da dibattere in aula. Alcuni partiti di opposizione vogliono strumentalizzare per screditare segreteria di Stato”. Si passa così alle relazioni in materia di raccolta dei rifiuti, dei segretari di Stato per il Territorio e per i Rapporti con l’Aass Stefano Canti e Teodoro Lonfernini, dei vertici dell’Aass e degli esperti coinvolti. In particolare Canti sottolinea la necessità di arrivare a una scelta definitiva in materia di raccolta dei rifiuti attraverso un ordine del giorno condiviso. E la proposta che arriva dagli esperti, tra quattro scenari esaminati, è quella di un sistema misto, raccolta differenziata per organico e indifferenziato, isole ecologiche per carta, plastica e vetro. Segue una serie di domande di chiarimento dei consiglieri su vari aspetti delle relazioni, dai costi alle convenzioni. Dopodiché parte il dibattito politico. Una volta terminato viene presentato dalla un ordine del giorno che, illustra il consigliere Paolo Rondelli di Rete, “sentiti i riferimenti… e valutata la necessità di addivenire in tempi brevi alla migliore soluzione per la gestione della raccolta dei rifiuti, raccomanda l’attuazione puntuale di tutti i contenuti degli odg approvati dal 2020 a oggi entro il 30 aprile 2023 e all’Aass di addivenire ad accordi con consorzi e aziende per lo smaltimento dei rifiuti e di presentare alla commissione entro marzo proposte di pianificazione sugli scenari: porta a porta esteso; porta a porta per organico e indifferenziato e cassonetti per la differenziata; 100% raccolta stradale. Così da valutare lo smaltimento più corretto e le sue ricadute”. L’ordine del giorno viene approvato con nove voti favorevoli e due contrari. Di seguito un riassunto degli interventi Comunicazioni Miriam Farinelli, Repubblica Futura: fra le necessità segnalate dal Greco ci sono l’attuazione di un codice di condotta per i membri del Congresso di Stato e la dichiarazione pubblica di redditi e partecipazioni da parte dei parlamentari. L’obiettivo è fare prevenzione contro la corruzione e il Consiglio grande e generale ha approvato all’unanimità un regolamento in merito. Il limite è la mancanza di sanzioni. Si lascia spazio a comportamenti poco trasparenti e viene voglia di non fare le dichiarazioni. Servono sanzioni e sospensioni. Sulla questione Rottaneve, con l’ultima nevicata a Borgo e Città i cittadini sono stati dimenticati. Si sono manifestate disorganizzazione e mancanza di programmazione. Spero che l’inefficienza sia da stimolo per un servizio migliore. Grazia Zafferani, Gruppo misto: sono molto preoccupata per la situazione strutturale delle scuole, soprattutto l’elementare di Serravalle e asilo ed elementare di Borgo. C’è l’ipotesi di una scuola nova e per questo non vengono svolti i lavori di manutenzione? Ci sono delle situazioni imbarazzanti. Spero ci siano delle soluzioni a breve. È morta una ragazza a Città e pare ci sia stata una problematica di sanità con il ritardo dell’ambulanza e la guardia medica senza defibrillatore. C’è preoccupazione per lo stato della sanità. Guerrino Zanotti, Libera: preoccupa l’atteggiamento del partito che esprime il segretario di Stato per la Sanità di liquidare tutte le criticità come fake news e allarmismo. Tuttavia tanti cittadini hanno avuto esperienze non positive. Siete sulla cattiva strada, ci sono problematiche reali, attestate da chi ha bisogno della sanità. È compito di chi amministra fare in modo che l’Iss non perda le sue prerogative e possa puntare a un miglioramento dei servizi. Il mio è un richiamo alla responsabilità. Occorre anche pensare a politiche di inclusione non solo per i disabili anche per una popolazione che invecchia. I presidi attuali non saranno sufficienti in futuro. Andrea Zafferani, Repubblica Futura: il segretario di Stato per la Sanità sorride, ma sul recente decesso di una persona molto conosciuta ci sono diverse versioni che raccontano una storia di disservizi clamorosi. Se fosse vero un terzo dovrebbero saltare delle teste. Spero ci siano delle valutazioni da parte della segreteria di Stato. Non vedo particolari nnvità positive per l’Iss, ci sono difficoltà enormi a usufruire della sanità, a partire dalla Cot, con una necessità sempre maggiore di andare verso il privato. Sul servizio Rottaneve, si è visto l’effetto delle decisioni prese anche a livello politico. Avere in ruoli decisionali una serie di persone con poca esperienza ha portato a un disservizio enorme. Per giorni ci sono state situazioni di inutilizzo di parcheggi e marciapiedi. Era un risultato annunciato. Il direttore è molto attivo nel criticare su Facebook, mi aspetto spiegazioni non accuse politiche. Roberto Ciavatta, segretario di Stato per la Sanità: sul decesso c’è un’indagine interna in corso e una nel Tribunale, non so che vocui abbiate sentito ma spero ci sia buon gusto attendere sentenza. Ma quel personale di pronto soccorso non può essere oggetto di sciacallaggio. Il consigliere Zanotti si metta d’accordo con Vladimiro Selva che vuole fare convenzioni con l’Italia. Per superare le liste d’attesa. Controllino quelle in Italia. Noi vogliamo rilanciare la sanità sammarinese: oggi abbiamo presentato nuovi medici e altri ne arriveranno. Abbiamo messo in piedi il Consiglio di direzione e il Nucleo di valutazione, per gli obiettivi del futuro. Serve un confronto sulla realtà del mondo che viviamo: portare a San Marino una decina di medici di livello era considerato impossibile. Guardate gli sforzi che si fanno e che vanno riconosciuti. C’è una campagna vergognosa, io continuo a fare il mio lavoro e non rispondo alle polemiche. Stefano Canti, segretario di Stato per il Territorio: sulla manutenzione nelle scuole non mi risulta che non si proceda per i progetti di costruzione di nuove strutture. Le manutenzioni vengono quotidianamente svolte su segnalazione degli istituti. Per l’elementare di Serravalle c’è un progetto di riqualificazione che mi auguro possa partire quest’anno, non creiamo allarmismi. C’è ampia disponibilità a fare un incontro con il consiglio di plesso. Sul servizio Rottaneve, non è una tema politico da dibattere in aula. Alcuni partiti di opposizione vogliono strumentalizzare per screditare segreteria di Stato. Qual è la decisione politica sbagliata presa? È una montatura studiata ad hoc. Emanuele Santi, Rete: nessuno minimizza i problemi ma voi quando eravate al governo sulla sanità non avete fatto niente. Il direttore dell’Iss Francesco Bevere ha messo in fila tutte le criticità e noi dobbiamo trovare i rimedi. Qualcosa si sta facendo, per esempio sui medici. Non ce ne sono eppure in Italia c’è il numero chiuso. Di questo dobbiamo parlare, dobbiamo fare crescere i medici internamente. Il punto non è il fatto di cronaca, che va appurato, ma capire dove ci sono problematiche e migliorare. Audizione dei vertici dell’Aass nelle figure del presidente del cda e del direttore, per relazionare sulle attività dell’Azienda medesima in particolare sulla gestione dei rifiuti e riferimenti del segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente e del segretario di Stato con delega ai rapporti con l’Aass (vedi Ordine del giorno del Consiglio grande e generale del 2 dicembre 2022) e relativo dibattito Stefano Canti, segretario di Stato per il Territorio: ci confrontiamo in base a odg che hanno dato precisi indirizzi in materia di gestione dei rifiuti. E alle relazioni dell’esperto Diego Morsetti e di Gianlorenzo Spinelli di A2A. Sulla gestione dei rifiuti serve una decisione definitiva che sia in linea con il programma di governo e assicuri risparmio economico, oltre che rispettare le esigenze dei cittadini, oltre a rispettare accordi sottoscritti. Ogni scenario non può prescindere da due aspetti: tariffa puntuale e azioni mirate di comunicazione-formazione ai cittadini. Vanno realizzate anche le adeguate strutture impiantistiche. I progetti per l’impianto di compostaggio sono esecutivi e con tutte le autorizzazioni, sono state individuate le ditte ed entro marzo partiranno i lavori. È strategico per l’autonomia in materia di rifiuti, rispettare gli accordi con le Regioni vicine, ridurre inquinamento e costi. Occorre anche individuare il sito per il secondo centro di raccolta a Serravalle. Abbiamo un impianto di trattamento della carta, così, sommando rsu e carta, circa il 50% dei rifiuti sarà trattato internamente. Nel 2022 è stata condotta una ricerca sperimentale sull’utilizzo del compost in agricoltura e il riscontro è stato altamente positivo. C’è grande interesse. È stata anche avviata la procedura per aderire alla convenzione di Basilea, che regolamenta i movimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e non solo. Servono altri accordi con le Regioni e sono in corso dialoghi e trattative per conferire i rifiuti. Sul metodo di raccolta, le isole ecologiche, con la raccolta stradale per imballaggi e plastiche, funzionano, e la differenziata per l’organico, un compromesso che funziona. Estendere il porta a porta costa due milioni di euro in più e ci sono notevoli rischi per gli operatori. Auspico che con un odg si decisa in modo definitivo quale sistema adottare. Teodoro Lonfernini, segretario di Stato per i Rapporti con l’Aass: la relazione del mio collega è stata esaustiva. Ascoltiamo le relazioni dei dirigenti di Aass. Occorre tenere conto di aspetti, convenzioni e impegni presi con realtà vicine, per essere virtuosi nella gestione del rifiuto. In questi anni si è cercato di fare passi in avanti, alcune scelte possono avere rallentato l’azione, ma non significa che non faremo sistema. Occorre prendere una via netta e determinata, da trasferire alle Aziende pubbliche, le relazioni sono molto chiare. Poi una corretta pianificazione ci deve portare a vedere i primi effetti in un tempo ragionevole. Ora in alcune parti della Repubblica c’è il porta a porta spinto, in altri più frazionamento. Occorre una scelta univoca per il territorio. Raoul Chiaruzzi, direttore Aass: L’Azienda fa una serie di attività funzionali alla gestione del territorio, non si occupa solo di rifiuti, con risorse non sempre adeguate e un avvicendamento tra 2020 e 2022 di tutta la struttura di comando. Sui dati di raccolta dell’ultimo triennio c’è costanza si risultati: sono state fatte molte attività per ottimizzare i flussi in uscita, scontrandosi con la difficoltà operativa per certe tipologie. Con conseguenti elevati costi di conferimento. Su raccolta domiciliare e stradale i risultati sono costanti, con un leggero peggioramento del porta a porta. C’è un elevato numero di sanzioni e segnalazioni per gli abbandoni: nell’ultimo mese 14 segnalazioni e 24 abbandoni. Sulle infrastrutture partono i lavori per la messa in sicurezza dell’area di San Giovanni. Ma non è sufficiente. Un secondo sito è prioritario e va visto di concerto con la modalità che si applica per la raccolta. Sulla gestione dei rifiuti non domestici, è stata rivista la modalità di interazione e nell’ultimo anno è stata implementata una nuova procedura. A tutta una serie di imprese è stato richiesto l’aggiornamento sulla produzione dei rifiuti, per un miglior controllo nella fase di erogazione del servizio. Si è lavorato anche sulla revisione tariffaria, con una proposta che prevede il mantenimento dell’attuale tariffa per una sola quota e iniziare ad applicare ai domestici una valorizzazione sulla base del numero degli abitanti, ai non domestici dei coefficienti di produzione. In attesa di individuare opportuna modalità di tariffazione puntuale. Siamo in attesa di una decisione. La proposta va presentata all’Autorità di regolazione. Sull’installazione di isole ecologiche nei centri storici a uso esclusivo degli utenti non domestici, c’è soddisfazione da parte degli operatori. Mancano però spazi, si potrebbero dunque individuare negozi e magazzini non utilizzati. Diego Marsetti, consulente segreteria di Stato per il Territorio: la relazione rappresenta l’ottimizzazione del piano di gestione dei rifiuti. Da quattro scenari siamo arrivati a uno finale; un mix tra raccolta domiciliare di solo organici differenziati, contenitori stradali per rifiuti riciclabili e secchi e raccolta stradale per il resto. Partendo prima dai Castelli di Borgo Maggiore e Domagnano, poi Serravalle, per arrivare entro il primo semestre del 2024 a tutto il territorio, sperimentando da quel momento la tariffa puntuale. Gianlorenzo Spinelli, dirigente A2A: analisi su quali sistemi di raccolta sono attuabili in Repubblica, contenendo costi. Il sistema cassonetti produce rifiuti aggiuntivi, senza orari e limiti; il porta a porta introduce tra l’azienda e il cittadino una sorta di appuntamento. E ha costi maggiori. Dai dati, l’indifferenziato sul porta a porta è il 30% in meno rispetto ai cassonetti e nell’indifferenziato a smaltimento c’è il 50% di frazione organica. Abbiamo analizzato la possibilità di quattro scenari: porta a porta su 100% utenze che porta la differenziata oltre il 75% e la tariffa puntuale; cassonetti, e gli obiettivi di raccolta scendono; gli altri due scenari sono simili: per un elevato grado di differenziata a a costi sostenibili, porta a porta per organico e per indifferenziato, così da tagliare le gambe a chi decide di spostare i rifiuti e legando la parte variabile della tariffa al numero degli svuotamenti per famiglia. Per le altre frazioni, carta, plastica, vetro nelle isole ecologiche. E se aumentano le frazioni sporche conferite si può intervenire. Così si possono aumentare la differenziata, superando la soglia del 70%, e ridurre i costi di servizio. Ci può essere anche un maggiore controllo dell’Azienda sul servizio. Domande Andrea Zafferani, Repubblica Futura: l’aspetto economico non è prioritario, è più importante raggiungere livelli degni di differenziata. C’è una stima di massima per gli scenari? Un porta a porta umico con una raccolta unica dell’indifferenziato con impianti di differenziazione del secco a valle è possibile? Come si evita il rischio che nelle isole ecologiche ci vada l’indifferenziato? La priorità è raccogliere l’umido. Gianlorenzo Spinelli, dirigente A2A: le valutazioni sono state fatte in base a costi e documenti del 2020-21. Nel 2022 i costi sono aumentati e quesi valori non sono così precisi. Nel porta a porta incidono l’utilizzo di più mezzi diversi e di più personale, quindi costi energetici maggiori. La differenza vale due milioni di euro. Sulle isole ecologiche ci sono sistemi di controllo e si devono elevare le sanzioni in caso di cattivo conferimento. Il sacco complessivo con carta, plastica e vetro per poi differenziare a valle è una soluzione vecchia e abbandonata, perché fare commistione di rifiuti trasferisce inquinanti. Raoul Chiaruzzi, direttore Aass: tutte le valutazioni su raccolta e impianti sono sui 33.000 abitanti serviti. Introdurre due sistemi, o uno solo spinto, e calcolarne i costi non è così semplice. Serve uno sforzo di implementazione dei sistemi e relazione diretta con la cittadinanza. Sulla prevenzione dell’abuso, c’è la possibilità di farlo. La buona parte delle segnalazioni è in un’isola ecologica e sulla stessa persona. Guerrino Zanotti, Libera: l’aspetto economico non deve avere il maggior peso nella scelta. Vanno contemperati elementi e obiettivi. Sui costi, l’estensione del porta a porta spinto costa due milioni in più e il divario potrebbe aumentare. Ma gli scenari potrebbero cambiare in futuro. Fra i costi nelle relazioni sono indicati raccolta e smaltimento, non quelli per l’acquisto, utilizzo e manutenzione dei cassonetti, della realizzazione delle aree di collocamento, per l’assunzione del personale necessario. Quali risparmi invece ci sarebbero con l’estensione del porta a porta? Raoul Chiaruzzi, direttore Aass: si tratta di uno studio di fattibilità, poi ci sarà un progetto definitivo. Per l’implementazione delle isole ecologiche c’è un problema di aree e di accettabilità da parte dei cittadini; i costi di smaltimento ci sono, forse non centratissimi. Vladimiro Selva, Libera: si è tenuto in considerazione lo smaltimento tramite consorzi di filiera? Le percentuali di raccolta tengono conto della tariffa puntuale? Gianlorenzo Spinelli, dirigente A2A: la stabilizzazione non è possibile per i problemi di accordi con il Conai. Stefano Canti, segretario di Stato per il Territorio: fondamentale sottoscrivere accordi con Regioni e Stati, come per la Convenzione di Basilea. La Repubblica è già a norma e può sottoscriverla, superando così gli accordi vincolanti con l’Italia o altre nazioni. Per portare i rifiuti speciali in Germania oggi non si può, con la Convenzione sarà possibile. Abbiamo accordi con Emilia-Romagna, Marche e Lombardia, vanno implementati. Abbiamo avviato i contatti con il ministero italiano per i rifiuti raee. Gloria Arcangeloni, Rete: in che cosa consiste l’implementazione delle procedure per le utenze non domestiche? Raoul Chiaruzzi, direttore Aass: è stato previsto il regolamento che aveva delle anomalie e a circa 250 utenze è stata inviata la richiesta di aggiornamento. Stiamo cercando di trovare una procedura che sia efficace e certa e garantisca la rintracciabilità dei flussi Vladimiro Selva, Libera: ben venga l’impegno sulla sottoscrizione di accordi per conferire rifiuti in territori stranieri. Ma la questione dei consorzi ha a che fare con aspetti economici e commerciali: un sammarinese che acquista un prodotto in Italia paga la quota Conai all’acquisto e non ha lo possibilità di conferire ai consorzi e paga nuovamente lo smaltimento. Serve una procedura per evitare il doppio pagamento per smaltire l’imballo del prodotto che compra. C’è uno scenario che tiene conto di questo recupero di costi? Raoul Chiaruzzi, direttore Aass: le filiere di smaltimento al di fuori del consorzio in Italia sono difficili da trovare e applicano prezzi alti. Gloria Arcangeloni, Rete: le utenze non domestiche, solo cinque sono convenzionate per lo smaltimento? Raoul Chiaruzzi, direttore Aass: sono qualche decina, non cinque. Andrea Zafferani, Repubblica Futura: non ho avuto risposte precise sui costi. Se non la differenza tra raccolta porta a porta e stradale, salita da uno a due milioni di euro per il rincaro dei costi. La raccolta porta a porta dell’indifferenziato che tipo di vantaggi porta a livello economico? Gianlorenzo Spinelli, dirigente A2A: con il porta a porta dell’indifferenziato c’è una riduzione del conferimento a smaltimento del 10-15%. Dibattito Stefano Canti, segretario di Stato per il Territorio: abbiamo ascoltato i tecnici che hanno fornito dati e chiarimenti. Da parte della segreteria di Stato e dell’Azienda autonomia per i servizi sono stati forniti i diversi scenari da mettere in campo. Ora il territorio è diviso in due, porta a porta e cassonetti stradali; e questo doppio sistema aumenta i costi. Dobbiamo adottare una decisione definitiva sul sistema di raccolta esteso su tutto il territorio: pota a porta, raccolta stradale, sistema misto. Con un odg arriviamo alla migliore strategia. Da questa metodologia possono patire gli approfondimenti successivi. Oggi l’importante è scegliere. Vladimiro Selva, Libera: a inizio legislatura avevamo disegnato alcune iniziative ambientali per entrare nel concreto. L’estensione del porta a porta si è fermata per responsabilità anche politica. Dovevamo arrivare al 70% di differenziata entro il 2020 con cassonetti intelligenti e umido separato, come da impegno con Regione Emilia-Romagna. Il progetto è partito da Borgo ma non abbiamo contezza delle percentuali. E da questa relazione con i cassonetti intelligenti si arriva sotto il 50%. C’è qualcosa che non torna. Abbiamo perso tempo e soldi. La relazione presentata oggi è molto interessante. È una buona base di ragionamento per fare scelte di merito e di lungo periodo. Per attirare una economia green ci vogliono dati concreti. Dire oggi quale scenario è migliore non siamo pronti e la questione dei consorzi di filiera e dell’adesione al Conai va affrontata. Andrea Zafferani, Repubblica Futura: oggi sono emerse informazioni interessanti e proposte. Un sistema ibrido di raccolta come l’attuale non ha senso e trovare una modalità unica è una sfida che vogliamo raccogliere. I quattro scenari proposti sono diversi per costi ed efficacia, e non metterei il tema dei costi al primo posto. Anche perché non siamo autonomi nella gestione dei rifiuti. Al primo posti va messa l’efficacia, tenendo conto dell’aspetto economico. Dobbiamo approfondire quanto emerso oggi nel partito e serve un po’ di tempo. Se c’è la disponibilità daremo il nostro contributo, se la maggioranza ha già deciso faremo le nostre valutazioni. Gloria Arcangeloni, Rete: da 10 anni c’è un sistema porta a porta mai concluso. E siamo tutti responsabili. Ora la questione non è più rimandabile. Ringrazio la disponibilità delle opposizioni al confronto per arrivare a un documento condiviso, ma da oltre due anni sono stati fatti odg condivisi rimasti disattesi. Non ci sono le condizioni per una scelta tra porta a porta esteso, cassonetti e isole ecologiche. L’importante sono gli obiettivi: sensibilizzare cittadini a riduzione dei rifiuti e aumentare la differenziata. Si parla di accordi con i consorzi, un dialogo con il Conai era stato avviato, Libera ne sa qualcosa? Una grande percentuale dei rifiuti non domestici p senza accordi e incide sulla percentuale di indifferenziato. Anche la tariffa puntuale è impossibile senza isole ecologiche differenti. Ma quanto costano? Si parlava di 260, forse sono troppe. Se l’obiettivo è ridurre i costi e aumentare la differenziata si deve pensare a un sistema completo. Grazia Zafferani, Gruppo misto: il sistema adottato a Rimini con i cassonetti intelligenti, che è nelle proposte, ha avuto diversi problemi. Serve una valutazione serie prima di intraprendere un percorso. Ci servono delle riflessioni. Dobbiamo guardare bene le proposte, fermo restando che il porta a porta rimane il sistema più adatto. Per far sì che funzioni va accompagnato da una filiera seria. Emanuele Santi, Rete: il tema lo affrontiamo da diversi anni e ci sono criticità ataviche. Le soluzioni prospettate sono intelligenti, il problema non è la scelta ma come rappresentare ai cittadini come è la situazione. Differenziamo anche bene ma poi si finisce a bruciare tanto: su 15.000 tonnellate solo 1.500 di carta e 1.500 di organico. È questo il tema. Sono aperto a tutte le soluzioni, ma oltre a differenziare dobbiamo evitare di bruciare. Dobbiamo fare un servizio per il Paese e per l’ambiente. C’è poi la questione degli accordi delle aziende per smaltire i rifiuti nelle aree industriali e quella delle isole ecologiche. C’è uno studio su come realizzarle? E su quanto costano? La volontà della maggioranza è di dare una soluzione in tempi certi. Gaetano Troina, Domani Motus Liberi: da troppo tempo la politica si interroga sulle soluzioni per risolvere questa problematica. I cittadini si sono dimostrati virtuosi e sarebbe uno sminuire il loro impegno non portare avanti con serietà una soluzione. L’incenerimento dopo la differenziata non è tollerabile a lungo, si deve individuare urgentemente una decisione da spiegare poi alla cittadinanza. Se non in questa seduta si arrivi a una scelta definitiva in breve tempo. Guerrino Zanotti, Libera: oggi sono stati chiariti i diversi scenari ed è importante. Il dibattito mi apre il cuore a prescindere dalle posizioni che copriamo. Apprezzo i toni e l’onestà intellettuale di chi è intervenuto: oggi non abbiamo tutti gli elementi per prendere una decisione o indirizzare le linee di politica di gestione dei rifiuti. A partire dalla possibilità di conferire ai consorzi. Mi associo alle richieste di approfondimento prima di arrivare a una scelta definitiva. Miriam Farinelli, Repubblica Futura: nessun di noi ha le idee chiare su quale progetto mettere in atto, è necessario, per avere le idee più chiare, una riflessione maggiore, che può anche essere celere. Stefano Canti, segretario di Stato per il Territorio, replica: se c’è la volontà di approfondire ben venga. Però vorrei fare un ragionamento: oggi il territorio è diviso in due tra porta a porta e cassonetti stradali. Nel primo caso facciamo differenziazione dei rifiuti, con le cooperative coinvolte. Dove ci sono i cassonetti tutti i rifiuti vengono buttati assieme e vanno a inceneritore. Un costo che si aggiunge. Con il porta a porta e il centro di multiraccolta di San Giovanni il rifiuto è selezionato e va portato negli impianti di smaltimento. Cartone e umido restano a San Marino, la plastica va in Italia. Dobbiamo individuare una strategia definitiva per differenziare i rifiuti e aumentare la differenziata come da accordi sottoscritti. È fondamentale partire con una strategia definitiva il prima possibile, se non differenziamo non riduciamo i costi. A seguito della strategia definitiva si faranno gli opportuni approfondimenti, eliminandone altri inutili. Odg Vladimiro Selva, Libera: voteremo contro per il riferimento gli ordini del giorno approvati dal 2020. Apprezziamo però lo sforzo per prendersi un po’ di tempo per approfondire la scelta. Gloria Arcangeloni, Rete: occorre vigilare per decidere un progetto che porti qualità. Alessandro Mancini, Noi per la Repubblica: confermo il voto favorevole del nostro gruppo. Gaetano Troina, Domani Motus Liberi: occorre pendere una decisione in tempi stretti e nell’interesse della cittadinanza. Francesco Biordi, Partito democratico cristiano sammarinese: anche noi appoggiamo l’odg, che cita la tempestività di soluzione e la raccolta degli odg precedenti dà più valore alla decisione finale.


Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 08-02-2023 alle 11:40 sul giornale del 09 febbraio 2023 - 100 letture






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