Report del Consiglio Grande e Generale di San Marino del 19 ottobre – pomeriggio

20' di lettura 20/10/2022 - REPUBBLICA DI SAN MARINO - La seduta consiliare riprende dall’esame della seconda variazione al bilancio di previsione 2022 e dal riferimento del segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, sulla recente missione del Fondo monetario internazionale.

Il dibattito sulle due tematiche occupa tutti i lavori del pomeriggio e riprenderà in seduta notturna: sono 57 gli iscritti a intervenire e 22 quelli che hanno già preso parola, ma non si escludono alcune defezioni. Diverse le tematiche toccate, dal debito agli Npl, dal caro bollette alla questione energetica, anche per quanto riguarda quella nucleare. “Se non ne cominciamo a parlare rischiamo di esserne tagliati fuori”, sottolinea il segretario di Stato per l’Industria Fabio Righi. Sono per ora 16 gli emendamenti presentati dal governo al progetto di legge, a cui se ne aggiungono uno di Rete per aumentare la vigilanza sul sistema bancario, uno di Libera per prevedere un bonus bollette per famiglie e imprese, e uno di Repubblica futura in merito agli impianti da fonti rinnovabili. Nel suo intervento il segretario di Stato Gatti non nasconde la soddisfazione per la buona valutazione del Fondo monetario internazionale, anche se “non sono tutte rose e fiori”. Ora sono necessarie, prosegue, tre riforme “sostanziali” per consolidare il bilancio: pensioni, mercato del lavoro e imposte. Mentre per il settore bancario occorre completare l’operazione di cartolarizzazione degli Npl. Il debito è “sostenibile”, aggiunge, e per il rinnovo del titolo di Stato che scade nel 2024 occorre individuare “la migliore finestra di mercato”. Dai banchi della minoranza non mancano le critiche, tra la mancanza di un progetto complessivo di sviluppo ai mancati interventi per dare una mano alle famiglie alle prese con il caro energia. Anche tra le file della maggioranza Rete non nasconde la delusione per alcuni emendamenti presentati dal governo. In particolare per l’articolo 3bis che prevede il conferimento di 10,5 milioni di euro in merito alla questione dell’ex Bns. Grazia Zafferani del Gruppo misto annuncia inoltre che nei prossimi giorni deciderà se uscire dalla maggioranza. Di seguito un riassunto degli interventi Comma 7: Progetto di legge “II Variazione al Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti del Settore Pubblico Allargato per l’esercizio finanziario 2022, modifiche alla Legge 22 dicembre 2021 n.207 e successive modifiche” (presentato dalla Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio) (II lettura).P Riferimento del segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio sulla recente missione annuale del Fondo Monetario Internazionale ai sensi dell’articolo IV dello Statuto e successivo dibattito. Marco Gatti, segretario si Stato per le Finanze: la vista del Fondo è stata lunga, dal 26 settembre al 7 ottobre, e impegnativa sper i delegati Fmi, per il governo, la Banca centrale, le associazioni di categoria e quelle sociali e le banche, che hanno avuto dei colloqui per fornire un quadro puntuale della realtà economica del Paese. La dichiarazione conclusiva ci vede molto soddisfatti, si dà atto della reattività del Paese alle crisi, di una resilienza molto forte rispetto alle altre economie mondiali. Un dato anche inaspettato, nel 2020 nessuno avrebbe scommesso sulla capacità di superare la pandemia senza default e di accedere ai mercati internazionali. Invece sono due sfide che la Repubblica ha sostanzialmente vinto, con una crescita nel 2021 dell’8,2% e vedremo come si chiuderà il 2022. Le scelte del governo durante la pandemia hanno dato una linea di equilibrio: contenere la crisi senza spegnere il motore dell’economia ed essere pronti per le ripartenze che sono state a singhiozzo. Sul fronte del debito, che differenza c’è con le relazioni del Fmi del 2017, 2018, 2019 e 2020? Che il debito è diventato sostenibile. Una prima spiegazione è perché è sempre stato a livelli similari, anche se il salvataggio delle banche ha pesato. Poi ha pagato la scelta di renderlo effettivo e non a parte per spalmare diversamente il rischio. Infine l’accesso ai mercati internazionali. Sul fronte economico, le nostre industrie nel 2021 e nel 2022 registrano un momento molto favorevole di crescita e infatti i tassi di disoccupazione sono azzerati. Il Pil è fortemente favorito dalle risorse e dall’attività delle industrie, per cui serve uno sforzo per fare crescere gli altri settori, quello finanziario e quello turistico. Non sono comunque tutte rose e fiori, servono politiche per nuove sfide. Fmi dice di consolidare il bilancio costituendo ulteriori riserve, per cui servono avanzi di bilancio e per realizzarli servono riforme. Quella della previdenza è in seconda lettura, quella del mercato del lavoro è pronta per la commissione e poi toccherà a quella tributaria. Sono sostanziali per un bilancio solido e per intervenire sul debito che secondo Fmi scenderà con gradualità, forse troppo e così è esposto a criticità. Anche per questo dobbiamo completare le riforme. Per il settore bancario occorre concludere il processo di cartolarizzazione ed entro fine mese sapremo se le banche hanno scelto l’advisor. Gli istituti vanno sgravati dagli npl e occorre aumentarne la liquidità che sta migliorando ma non c’è ancora la soglia di sicurezza, mentre per il rinnovo del debito con il titolo di Stato che scade nel 2024 ci si deve preparare per tempo per cogliere le migliori finestre di mercato che è molto volatile. Eva Guidi, Libera: nella relazione del Fmi ritroviamo una serie di fragilità, l’unica nota positiva è la resilienza della Repubblica. La prima criticità è il caro bollette. Fmi fa presente contratti superfavorevoli e impatti bassi, perché allora aumenta così tanto l’energia elettrica? Del 100% per le famiglie e il 120% per le imprese. Servono provvedimenti. Sulla sostenibilità del bilancio, Fmi dice che c’è molto da lavorare e di rinegoziare il prima possibile il debito. Vede un contesto fortemente pericoloso e sulle entrate chiede di fare presto la riforma dell’Igr e di introdurre l’imposta sul valore aggiunto di cui non c’è l’ombra; per le pensioni c’è da reintervenire rispetto a questa riformina, mentre sulle banche le preoccupazioni sono altissime da parte di Fmi, gli npl li definisce straordinariamente elevati, il pericolo è altissimo. Matteo Ciacci, Libera: arrivano rumors di una maggioranza e di un governo che litigano sugli emendamenti alla variazione di bilancio, ma non è una notizia. Al netto di covid e contesto internazionale, i risultati non ci sono. Presenteremo un solo emendamento, tanto fate tutto da soli e non presentate idee innovative, se non qualcosa sul tema energia. Quando sull’economia si deve interloquire con il Paese. Le famiglie sono in difficoltà per il caro bollette, da qui l’emendamento per un bonus, destinando una parte del debito a calmierare le bollette per famiglie e imprese. Fmi ha dato un riscontro non esageratamente negativo del governo, dopo l’emissione dei titoli di Stato ha avuto un approccio diverso perché vi siete affidati ad advisor vicini al Fmi. Il suo giudizio è stato influenzato. Noi guardiamo ai fatti: il contesto è resiliente ma non ci fa dormire sonni tranquilli. Occorre lavorare sui costi vivi e sulle riforme. Il grande assente è lo sviluppo. Paolo Rondelli, Rete: si tratta di provvedimento chiave del governo ed è utile lavorare per assestamenti successivi data la congiuntura. Serve una gestione per step, perché c’è la necessità di gestire alcune poste del bilancio. In sede di emendamenti ci sarà l’opportunità di discutere di alcune parti dell’assestamento. Occorre affrontare la gestione economica delle famiglie in difficoltà nel previsionale 2023, serve un ragionamento approfondito e trasversale. Serve anche una pianificazione sugli strumenti di approvvigionamento energetico. Il tema dell’autonomia energetica interna va affrontata con impianti e obblighi da parte delle utenze, dunque lotta agli sprechi a partire dagli edifici pubblici. Il rapporto con gli organismi internazionali dà elementi positivi ma non dobbiamo dormire sugli allori. La strada tracciata dal segretario di Stato è positiva. Andrea Belluzzi, segretario di Stato per la Cultura: abbiamo affrontato processi di stabilizzazione che incidono sul bilancio ma grazie al dialogo con le parti sociali sono sostenibili. Le politiche attuate sulla tariffazione dei musei hanno portato una buona perfomance: per la prima volta supereremo un milione di euro di incassi. È un segnale: se si migliora la proposta si possono incrementare le tariffe e dare un contributo alla sostenibilità del settore. Occorre dare garanzie ai redditi delle famiglie con particolare attenzione ai segmenti più deboli e vulnerabili. Stanno arrivando delle difficoltà e il governo è in ascolto e al lavoro per trovare soluzioni. Iro Belluzzi, Libera: scorgo nella relazione del Fmi il problema del sistema bancario, d’altronde dal 2008 non è stato fatto nulla, non è stato preso nessun provvedimento choc per cambiare la rotta e il Fondo lo riporta. Molto deve essere fatto per aiutare la ricapitalizzazzione, gli npl hanno un valore economico reale inferiore a quello contabile netto. Mi tremano i polsi e si cerca di ingannare la popolazione. Non è accettabile, vanno fatte cose da 10 anni. Non si può guardare il futuro con tranquillità. I sindacati minacciano scioperi, si manifesta una fase di instabilità preoccupante. Fmi dice di creare una struttura per gestire il debito, servono esperti e non consulenti pagati volta per volta. Giovanni Maria Zonzini, Rete: c’è uno sbilancio importante che vedremo anche l’anno prossimo. Dobbiamo renderci conto al di là della demagogia che il bilancio del nostro Paese dal crollo dell’anonimato societario e del segreto bancario ha sempre speso più di quanto incamerava. Per anni si sono raschiati i vari barili. E ora occorre essere sinceri con la cittadinanza. Lo sbilancio è causato in parte dall’intervento di Stato per i dissesti bancari e il resto per una spesa corrente più alta delle entrate. Tutti devono contribuire maggiormente al bilancio dello Stato con principi di equità e giustizia sociale. Per ora l’economia va bene ma vedremo l’anno prossimo, non è stato messo in campo un progetto di sviluppo complessivo dal crollo dei due capisaldi. Ed è mancata la gestione degli npl, uno dei motivi per cui l’outlook del rating è diminuito. Occorre capire anche cosa fa Banca centrale. Dobbiamo attraversare un sentiero lungo e accidentato. Matteo Rossi, Noi per la Repubblica: l’assestamento porta con sé dati confortanti in astratto, per esempio sul turismo. Dobbiamo consolidare la liquidità e permetterci di pensare a investimenti in infrastrutture e in attività che ci facciano stare più tranquilli. Ben vengano nuove iniziative di stampo economico per proiettarci in nuovi asset e attrarre nuovi investimenti. Occorre il coraggio di fare le riforme: chiamiamo Banca centrale per un’audizione per capire la situazione sugli npl e sulle prospettive del settore. Occorre creare un rapporto con Italia e Banca centrale europea, puntando sulla trasparenza. Non di devono essere difficoltà nell’apertura di conti bancari da parte delle nostre imprese Nicola Renzi, Repubblica futura: c’è un clima surreale in Aula, è molto difficile valutare gli emendamenti presentati dal governo ed è un problema per la discussione. Finora ci sono stati pochi interventi e incombe l’alea di mistero su cosa succede all’interno della maggioranza sugli emendamenti. C’è quell’aria di attesa che prelude alle grandi battaglie. Un assestamento di bilancio dovrebbe consentire di decidere dove mettere le risorse per fare determinate cose. È una nuova occasione persa e intanto Bcsm dilapida soldi per consulenze. Non c’è una strada da percorrere e l’ha detto il consigliere Zonzini. Sulla relazione del Fmi non si può affermare semplicemente è andata benone. Dice che la perfomance economica è stata notevole negli ultimi due anni, la scelta di mantenere aziende aperte durante il covid è stata saggia, ma ora serve di più, perché sulla crescita peseranno l’indebolimento della domanda interna e esterna, e le condizioni finanziarie internazionali più restrittive. La crescita aumenta le entrate ma non tanto da coprire le uscite, questo è il problema. Serve un ambizioso risanamento di bilancio, come dice Fmi, e lo stiamo realizzando? Mentre sugli npl il Fondo è deluso perché la riforma non è andata ancora a buon fine. La politica dia indirizzi forti. Teodoro Lonfernini, segretario di Stato per il Lavoro: certo che non va tutto bene, ma rispetto a tre anni e mezzo fa tante situazioni vanno meglio grazie a una politica di gestione del debito pubblico. Abbiamo ancora un lungo percorso da fare per portare la spesa corrente nelle soglie di salvaguardia, tra il 75% e l’80%. Abbiamo lavorato sui centri di spesa e debito in maniera determinata, a partire dalla Cassa di risparmio. Cerchiamo la massima condivisione per ottenere una pace sociale che passa per una consapevolezza fiscale e contributiva. Oscar Mina, Partito democratico cristiano sammarinese: dal confronto con governo e maggioranza sono scaturiti emendamenti e valutazioni che esamineremo a breve. Il contenimento dei consumi energetici deve trovare applicazione ma servono altre politiche di incentivazione al risparmio. I rincari incomberanno su cittadinanza e imprese nei prossimi mesi e anni, per cui servono interventi urgenti. Dagli emendamenti mi attendo una sorta di condivisione. Giuseppe Maria Morganti, Libera: occorre puntare alla tutela dei redditi più fragili e alla sistemazione dei grandi guai del sistema economico. Ma nell’assestamento non c‘è traccia, con una serie di nuovi articoli di difficile comprensione, ma sostanzialmente a parte l’agevolazione per il fotovoltaico sui condomini non emerge un intervento nemmeno minimale. Invece si dà mandato specifico al governo per cambiare una legge costituzionale sul diritto di proprietà dei cittadini stranieri. È molto grave anche l’emendamento che prevede di finanziare per 10,5 milioni il capitale di Bns. Sono spartiti dei fondi? Non sono una briciola 10 milioni. Tutta questa gioia nel valutare i dati di bilancio è immatura. Nulla va nel senso delle indicazioni di Fmi, qual è la prospettiva del Paese? Interveniamo almeno per le famiglie più in difficoltà, invece non c’è nemmeno un euro. Così non va bene, cercate di fare meglio, siete un governissimo, abbiate il coraggio di fare le cose giuste. Matteo Zeppa, Rete: non mi son depresso per la valutazione di Ficht e non mi esalto per quella di Fmi, danno linee guida, ma vanno prese con le pinze. Sappiamo benissimo com’è la situazione, le riforme vanno fatte anche se il riscontro elettorale non ci sarà. Non saranno popolari ma sono necessarie. Siamo in una fase in cui serve il coraggio di affrontare certi temi e sono contrariato da alcuni articoli presentati dal governo e dal non metterci la faccia su alcune tematiche sebbene abbozzate. Mi sento libero di valutare quello che non va e la questione della centrale nucleare non può che essere una boutade. Qui si fa la politica e l’opposizione deve essere messa nelle condizioni di fare delle valutazioni. È il momento di un’analisi critica: non posso tollerare alcuni emendamenti del governo che non hanno ragione. Una crisi di governo sarebbe nefasta ma certi richiami vanno recepiti. Michele Muratori, Libera: l’intervento di Zeppa che dà le pagelle all’opposizione mi fanno sorridere, le nostre proposte sono sempre tese a dare un contributo, senza populismo. La relazione del Fmi è una fotografia di un organismo esterno con delle conclusioni: ci sono degli aspetti positivi del percorso di San Marino ma anche inviti a intervenire con maggiore carica. Da noi arriva un piccolo contributo per aiutare le famiglie e imprese che saranno in difficoltà quest’inverno per le bollette. Con questo assestamento abbiamo il dovere di intervenire. Anche sugli npl va fatto un ragionamento, il governo invece naviga a vista. Su alcuni articoli ci sono forti attriti. Vladimiro Selva, Libera: la maggiorana partecipa poco al dibattito anche se chi è intervenuto ha detto cose condivisibili, preoccupazioni e stimoli che sono anche nostri. In questi anni ha tenuto l’economia reale. Negli emendamenti ci sono alcuni azioni utili ma tardive, come sulle rinnovabili, ma anche i 10,5 milioni di debito pubblico per ammanchi nella gestione degli attivi e passivi di Bns. Adele Tonnini, Rete: molti consiglieri hanno fatto lo sponsor di qualcuno. Aumentano le entrate ma c’è molta spesa corrente e le bollette crescono. Non capisco dove vogliamo andare: sull’energia bene sul fotovoltaico, ma ci saranno anche problemi di spazio, servirebbe un fondo perduto per gli impianti. Costerebbe meno dal punto di vista burocratico. Occorre puntare sulla partecipazione agli impianti e trovare accordi con altri Paesi per l’approvvigionamento. E con l’Italia perchè arrivi. Voglio un Paese virtuoso non degli interessi personali, per cui è problematico l’articolo per i 10 milioni a Bns. Rete propone un emendamento per aumentare la vigilanza. La questione non è chiara, me parleremo nell’articolato. I temi sono tanti, dall’energia, allo sviluppo fino alle riforme, e l’assente è l’Igr. Fabio Righi, segretario di Stato per l’Industria: il report del Fmi non promuove la Repubblica al 100% ma nemmeno dice che va tutto male. Alcuni interventi ci sono stati, come gli asset digitali e la normativa sulla block chain per le imprese. Un tema centrale è che serve un’azione di sistema, la politica non è abituata a lavorare insieme. un’agenda delle priorità avrebbe permesso di gestire al meglio le risorse reperite sui mercati internazionali. Sull’energia ci sono delle soluzioni nell’assestamento, come per gli impianti da energie rinnovabili nei condomini. Il nucleare, che tanto fa discutere, è un tema da trattare, ne parla il mondo. Non possiamo non prendere in considerazione ogni situazione, la tecnologia permette di parlare di una eventuale soluzione verso quella che si considera una energia green. Se non ne cominciamo a parlare da subito rischiamo di rimanerne tagliati fuori. Stefano Giulianelli Partito democratico cristiano sammarinese: quando i consiglieri parlano di economia e finanza non sempre portano argomenti veritieri e corretti. Così la comunicazione che promana d quest’Aula è molto distorta: soprattutto sul debito si parla in maniera scorretta, parlando di fallimento e rischio default. Sono argomentazioni che non condivido, il debito non è fuori controllo, non ci sono passività non riconosciute. L’entità del debito va guardata in rapporto al Pil, è al 41%, quello dell’Italia è del 151%. Circa l’85%, inoltre, ha un interesse fisso inferiore al 4%. occorre essere realisti e non allarmare la cittadinanza. C’è anche un avanzo primario di gestione di otto milioni di euro. Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete: il Paese ha compiuto alcuni progressi ma registra anche delle mancanze. L’operazione di cartolarizzazione è necessaria perché conosciamo la situazione degli npl e ci saranno nuovi monitoraggi da parte degli organismi internazionali. La distanza tra Rete e il segretario di Stato Gatti sull’articolo 3bis per l’ex banca Cis l’ho appresa dai giornali, ma il punto è dare assistenza a creditori e correntisti e ci troviamo di nuovo di fronte alla necessità di una copertura. Vogliamo che sul tema ci sia particolare attenzione. C’è una buona positività fiscale, un aumento delle entrate perché l’economia reale è forte, ma non possiamo vivere con l’ossessione dei numeri. L’economia funziona e c’è aumento di gettito fiscale, ma ci sono anche deficit e debito. La situazione energetica è l’allarme cui prestare maggiore attenzione, si rischia un impoverimento della cittadinanza. Gaetano Troina, Domani-Motus liberi: noto che rispetto a qualche mese fa, oggi un progetto di sviluppo è visto come necessario. Facciamo in modo che l’economia reale continui a girare. Le proposte ci sono, attenzione che gli interventi che si fanno non creino però ulteriori difficoltà. Sulla cartolarizzazione degli npl, i crediti non perfomanti sono stati recuperati? Sono state costruiti uffici e formate persone in grado di recuperarli? In diverse circostanze non è così. Cosa cartolarizziamo? Sono rimasti npl che abbia senso mettere sul mercato? Oltre alle parole serve concretezza. Grazia Zafferani, Gruppo misto: in questa maggioranza ci ho creduto, in alcuni passaggi ancora ci credo. Ci sono stati momenti difficili e governo e maggioranza hanno fatto il possibile per tutelare i cittadini. Negli ultimi mesi però il mio percorso con la maggioranza si sta esaurendo. Deciderò in questi giorni se uscire, non riesco a sostenere molte delle proposte della maggioranza ed è corretto fare un passo indietro. Sull’assestamento si poteva fare di più, ma sappiamo le dinamiche interne alla maggioranza sulla difficoltà a creare un progetto di sviluppo. Siamo stati per anni in preda a corruzione e mafia per troppi anni senza mai avere sviluppato un apolitica di economia reale. Abbiamo fatto la scelta di protrarci verso l’Europa, i mercati internazionali e il debito in un momento troppo difficile, senza avere le adeguate tutele. Massimo Andrea Ugolini, segretario di Stato per la Giustizia: si enfatizza la parte problematica e non si sottolineano i rilievi positivi. Da Fmi erano anni che non si sottolineava la bontà delle politiche messe in campo: se oggi i risultati sono positivi con la disoccupazione ai minimi, le imprese in salute, il sistema bancario con un bilancio in attivo è tutto scontato? Questo governo può fare di più, ma se si evidenzia la bontà delle politiche va rimarcato. Il bond è stato fatto per diversificare il debito e non era semplice, sulle fasce più deboli siamo sempre intervenuti. Credo che i dati economici sono risultati da registrare positivamente. C’è un trend di crescita migliore del previsionale. Andrea Zafferani, Repubblica futura: è una nuova legge rispetto alla prima lettura, arricchita dei temi più disparati, ma manca come già in precedenza la visione, la definizione delle priorità rispetto alla gestione della spesa pubblica. Il governo si disinteressa del livello molto elevato di disavanzo tra entrate e uscite, tra i 60 e i 70 milioni di euro, con una spesa corrente che sembra in aumento. Al consigliere Giulianelli preciso che il rapporto debito/Pil è oltre l’80%, un livello non enorme ma che può esplodere come già sta facendo in questi anni. Con il rischio di andare velocemente fuori controllo. Le spese sono aumentate di 14 milioni di euro per varie voci e oggi non troviamo denari per sostenere le famiglie per carovita e bollette. È una grave colpa non individuare quali sono le esigenze e servono risorse per investire. Manca una politica di bilancio insomma. Meglio sugli interventi in ambito energetico: spingere sul rinnovabile e su una maggiore autonomia è importante nel breve e lungo termine, e non escludo interventi oltre il rinnovabili.





Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 20-10-2022 alle 11:30 sul giornale del 21 ottobre 2022 - 2 letture

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