Riordino mercato del lavoro, le richieste dell’ANIS: “Un sistema del collocamento più efficiente e rispondente alle esigenze delle imprese”

3' di lettura 22/06/2021 - ANIS sta partecipando attivamente al confronto sul progetto di legge che la Segreteria di Stato per il Lavoro intende emanare entro il 30 giugno per estendere il lavoro occasionale a tutti i settori economici e rendere più efficienti le procedure per l’avviamento al lavoro.

Si tratta di due ambiti specifici in quanto la riforma complessiva del mercato del lavoro sarà invece portata a termine entro la fine dell’anno e dovrà essere coordinata in alcune parti con quella previdenziale. Per quanto riguarda il lavoro occasionale, la proposta su cui si sta discutendo coglie solo parzialmente le esigenze di flessibilità del settore industriale, perché nel caso ad esempio dell’incremento dell’attività produttiva le 450 ore previste per il lavoro occasionale potrebbero essere una buona alternativa se non fosse che ogni lavoratore non può essere impiegato per più di 15 giornate lavorative nel mese. Ad ogni modo, come abbiamo già avuto modo di rappresentare alla Segreteria di Stato per il Lavoro, per rispondere tempestivamente alle sollecitazioni del mercato serve un altro strumento: il lavoro temporaneo. E per fugare anche le perplessità delle organizzazioni sindacali potrebbe essere introdotto in via sperimentale per un anno al fine di una sua valutazione sul campo prima di renderlo eventualmente stabile.

Per quanto riguarda invece le assunzioni, è opinione comune che l’attuale sistema del collocamento è estremamente rigido e farraginoso: soprattutto in un momento di forte ripresa, le aziende non possono più permettersi di aspettare i lunghi tempi, spesso dilatati per il fatto che la stessa pratica prima di essere autorizzata viene gestita da due Uffici. Oltre alla possibilità di consultare i curricola, però debitamente aggiornati, lo step successivo che è già stato annunciato sarà il riaccorpamento della funzione del collocamento in un unico ufficio, e aggiungiamo noi, ogni richiesta di assunzione dovrà avere un unico responsabile di riferimento e un tempo congruo di risposta. In questa fase storica, dove tutti i Paesi stanno facendo passi da gigante per essere più efficienti ed attrattivi, sarebbe opportuno anche a San Marino riflettere sul superamento dell’esclusività del sistema del collocamento pubblico ed aprire anche ad una gestione privata.

È il momento di guardare e spingere sullo sviluppo del Paese, anche perché i dati sull’occupazione interna dicono che il tasso di disoccupazione si è notevolmente abbassato e assestato al 6,05%, e che le imprese industriali hanno già assunto dalle liste quelle figure di operari generici, qualificati, o specializzati che erano disponibili. Stante questa situazione, per far fronte agli attuali eccezionali picchi di produzione, abbiamo chiesto alla Segreteria di Stato per il Lavoro un intervento straordinario grazie al quale poter avere a disposizione un contingente di lavoratori frontalieri fino al 31 dicembre di quest’anno. Una deroga temporanea in un momento eccezionale, che permetterebbe alle imprese di rispondere tempestivamente alle richieste dei mercati. Al contrario, se non dovesse essere concessa e si dovesse rimanere legati alle procedure e alle tempistiche attuali, è concreto il rischio di perdere interessanti opportunità di lavoro, trovandosi costretti a rifiutare le richieste dei clienti, perdendoli. Oppure, proprio per non perderli, le aziende sarebbero costrette a dovere soddisfare tali richieste all’esterno del nostro territorio. In ogni caso, sarebbe un danno gravissimo al nostro tessuto economico e in particolare sul comparto manifatturiero, ma con ripercussioni enormi su tutto il sistema sammarinese tenuto conto del significativo gettito fiscale e del contributo all’occupazione sammarinese che da esso deriva.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2021 alle 15:38 sul giornale del 23 giugno 2021 - 110 letture

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