CSdL: "Il mondo civile e democratico non lasci solo il popolo afghano nelle mani dei talebani!"

3' di lettura 19/08/2021 - La Confederazione del Lavoro, e congiuntamente anche il Comitato Donne della FUPS-CSdL, esprimono una profonda preoccupazione, in particolare sul piano del rispetto dei diritti umani, per la situazione che si è creata in Afganistan a pochi giorni dalla rapida conquista talebana della capitale Kabul e dell’intero paese. A rischiare particolarmente sono le donne, verso cui i talebani riversano una violenza inaudita.

Sono sconvolgenti le immagini di disperazione di decine di migliaia di persone che cercano di fuggire dal paese, tra cui le donne che lanciano le loro figlie e i loro figli ai soldati delle forze internazionali per portarli fuori confine e sottrarli ad un futuro di brutale sudditanza e oppressione.

La conquista talebana segna una sconfitta gravissima della civiltà e dei diritti umani, dove si intrecciano da un lato il fallimento dei tentativi di riavviare questo martoriato paese ad una sorta di normalizzazione democratica attraverso il sostegno americano all’ex presidente Ashraf Ghani, fuggito all’estero, e dall’altro l’inerzia della comunità internazionale, dell’ONU e della stessa Unione Europea. Spicca in modo particolare la fuga degli Stati Uniti, un atto ancor più vile considerato che gli stessi statunitensi avevano scatenato una sanguinosa guerra contro lo stato Afghano a seguito degli attentati dell’11 settembre, e l’assenza di qualsiasi ruolo e presenza da parte della Nato.

Un fallimento che ha spalancato le porte alla tragica vittoria dell’esercito dei talebani, la forza più violenta, integralista e antidemocratica tra tutte le fazioni che si sono fronteggiate nel conflitto mai sopito che in Afghanistan dura da decenni, con la prospettiva ora di fondare un Emirato islamico.

I talebani, di fronte al mondo sgomento e atterrito dal loro violento fondamentalismo, hanno promesso che avrebbero rispettato i diritti umani e i diritti delle donne nell’ambito della Sharia: ma al tempo stesso stanno rastrellando casa per casa in cerca di donne ritenute filo-occidentali, costrette a rispolverare il Burqa per non essere riconosciute e per evitare le violente punizioni riservate alle donne ribelli, come previsto dalla legge islamica.

Anche le promesse di una gestione moderata del potere e della tutela dei diritti umani pronunciate dai leader talebani sono durate ben poco; i miliziani hanno aperto il fuoco contro i manifestanti scesi in strada in diverse città dell’Afghanistan, provocando anche vittime. Ora i fondamentalisti hanno imposto il coprifuoco per impedire alla popolazione di protestare contro di loro.

Per testimoniare la propria concreta solidarietà al popolo afgano, la CSdL ha aderito alla manifestazione organizzata dall’Unione Donne Sammarinesi (UDS), per martedì 24 agosto dalle ore 18.00, in concomitanza con la sessione consigliare; una iniziativa “a sostegno e difesa delle donne e delle bambine afghane, della popolazione civile afghana e per la predisposizione urgente, anche Sammarinese, di corridoi umanitari.”La CSdL rivolge anch’essa l’invio a tutti i cittadini a partecipare a questa manifestazione di solidarietà. Al contempo la CSdL si rivolge alle istituzionali sammarinesi affinché il nostro paese si impegni nelle sedi della diplomazia internazionale a sostenere tutte le iniziative volte a difendere i diritti umani del popolo afghano e a tutelare le donne, per non lasciare questo popolo solo e inerme nelle mani dei loro feroci oppressori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-08-2021 alle 16:34 sul giornale del 20 agosto 2021 - 110 letture

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